agosto 31, 2005 15:26

Di corsa come al solito mio, non entro, sfondo il cancelletto d’ingresso della Coop: devo fare la spesa per stasera, sennò il moroso non mangia adeguatamente.

Appena entrata noto il cartello “Offerta Soci Coop”: lenzuola matrimoniali azzurro chiaro, semplici e belle, scontate di 20 €! Una bazza, insomma, e le prendo su.

Fatta la spesa (comprato anche un libro con la copertina bella: mosca più balena di Valeria Parrella) mi avvicino alla cassa, trasferisco lenzuola, tagliatelle, vino, mandorle e il resto sul nastro, consegno la tessera di socio coop, faccio la busta con ordine, apro il portafogli e ascolto il prezzo: 80€. Mi è venuto un colpo secco, ma non lo do a vedere. Appena fuori controllo lo scontrino e scopro che le lenzuola sono a prezzo pieno (esoso peraltro)! Penso ci sia un errore involontario e vado al punto informazioni, dove una signora col nome di mia mamma dice “Ah ecco! Le abbiamo cercate tanto! Sono campioni dimostrativi questi, non sono ancora in vendita!”

“Oddio! Mi spiace! Non me n’ero accorta proprio…” e comincio a sentire la vergogna che sale dallo stomaco e vorrebbe accedere ai capillari del collo.

Mentre io cerco di darmi un contegno, e nella mia testa qualcuno urla “testa di cazzo! Solo tu potevi confonderti!” arriva un responsabile di non so che del supermercato che mi guarda come se mi avesse beccata a rubare. E per metterci il carico da undici mi dice “Ma insomma! Le abbiamo cercate per mezzora!” con fare da maestro incazzato.

Forte degli occhiali da sole, che mi permettono di non far vedere l’imbarazzo di cui sono pervasa, mi piazzo davanti a lui con le tette in fuori e con la voce da guardia del corpo di cui natura mi ha dotata affondo: “Guardi che non è mica un peccato mortale. Metteteci un cartello invece.”

Il responsabile abbassa la testa sul bancone SUBITO, neanche avevo finito di parlare, e la signora mi fa sollecita la carta per il rimborso immediato.

Esco. Mi sento comunque una testa di cazzo, perché lo sono, non ho le lenzuola che volevo, ma ho 57,70€ in tasca. Vittoria?


FarfallaDiVetro
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agosto 28, 2005 00:53

Dici che il mio pensiero ti aiuta a trasformare un’ipotesi in speranza, e io ti penso. Ti penso forte, come se potessi farcela ad esserti accanto, come se potessi davvero annullare la distanza tra noi. Una distanza che tra poche ore sarà di migliaia di chilometri, con un oceano in mezzo. Una distanza che non si può più coprire con qualche ora di macchina, e che mi distacca dalla tua vita in modo brusco, sebbene lo sapessi.
Sei pronta: hai già pianto per tutti quelli che dovevi lasciare a terra, e ora devi volare alto. E io resto qui. Posso ingannare la mia capacità percettiva attaccando i letti, cambiando colore alla stanza, cambiando i mobili, ma la tua assenza riempie ogni angolo, ogni oggetto. Metterò via tutto, farò ordine per non soffrire troppo, scapperò in altre case e altre camere per non sentire che non ci sei. Ma fa già male.
Questo compleanno, bagnato dalla pioggia come quando sei venuta al mondo, sarà probabilmente il più strano della tua vita, quello che ricorderai più di tutti per lo strappo che significa, e per il lancio verso il futuro che ti aspetta. Ti auguro di essere serena stellina mia. Ti voglio bene.
Tua sorella.

 


FarfallaDiVetro
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agosto 25, 2005 13:42

Interno casetta, piano superiore. Mia sorella si affaccia alla porta dello studio, ore 13.35.

 

Lei:     Ciaooooo (sbadiglio)
Io:      Complimenti sorellina! Io non sono mai riuscita a fare le 8 di mattina senza andare a dormire! I miei rispetti!
Lei:    (sbadiglio)
Io:     Eh, avere vent’anni…. (sospirone)
Lei:    ventiquattro…A venti facevo il dritto e andavo a dare l’esame senza neanche accorgermene!
Io:     …….
Lei:    Vuoi caffè?
Io:     No, ho già messo su la pasta, grazie.

 


FarfallaDiVetro
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agosto 24, 2005 13:01

Veloce, veloce…
lo scatolone bianco, riempilo di libri.

Dov’è la sciarpa quella grossa? Dov’è il maglione quello rosso? Lo scatolone cazzo, lo scatolone! Chi sa dove ho messo la roba della trousse? Io no, non venire da me. Sei andata in posta? Posta, modulo, assicurazione, modulo, cazzo manca il modulo F54! E adesso, può partire lo stesso? Noi ci proviamo, signorina, al limite quando arriva là…Sì, mi mettono la sorella a Guantanamo! Vabbè, proviamo. Dio, che stanchezza. Hai fatto l’assicurazione? Ora vado, ora vado. E in banca? Sì, già fatto. Lo scatolone quello alto e stretto per le coperte? Sotto il tavolo azzurro in garage, ovviamente. Perché ovviamente? Come faccio io a sapere dove sta tutta la roba che metti via tu? Bè, cavolo, sei tu quella che parte! Sì ma non posso correrti dietro sempre! O mi aiuti bene o fai a meno! Ok, ok, ricevuto. Dopo porto Occhi Verdi al treno a Padova, tanto passo là il pomeriggio che poi ho la terapia…Ma come! Tutto il pomeriggio?! E l’assicurazione medica? E le carte per la carta di credito? Sì, le faccio, tranquilla. Ma quale tranquilla! Lo sai che parto sabato, eh, lo sai? Non ho la vita davanti! E poi dove hai messo le mie scatole invernali? Quali? Quelle verdi e gialle! Ma, io non so niente…ma non le ho messe via io! Cazzo, in questa casa non si trova niente! E lo stereo? Lo stereo!? Ma ti pare! Hai 28mq di appartamento!! Sei fuori tutta tu. Ma sta zitta cretina! E la valigia blu? L’hai tirata giù te! Ecco ancora! Che palle!
(senza fine)


FarfallaDiVetro
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agosto 18, 2005 18:40

Scrivo per ordinare i pensieri, per dire le cose che stasera non ricorderei così chiaramente.
Scrivo per dire che ho giorni in cui sono senza grinta, in cui mi spengo e sono sazia nell'essere spenta, senza emozioni e senza pensieri. Scrivo per dire che non è un peccato avere giorni così, che fanno parte di me e mi servono per tutti gli altri in cui corro e lotto a tempo pieno perfino quando dormo.
Scrivo per dire che scappo via, che sembro essere lì vicino,  ad un concerto o al telefono, e in realtà non ci sono. Non è che penso ad altro, non ci sono e basta, chiudo tutto e buonanotte. E non è peccato neanche questo, perché non è essere poco coraggiosi scappare per salvarsi la vita.
Scrivo per dire che il mio rifiuto di vivere nel mondo oggi è una delle mie condizioni dell'anima, quella che mi è familiare quando la lotta della vita arriva a sfiancarmi, come ieri... come prima...

FarfallaDiVetro
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agosto 16, 2005 20:42

Ogni tanto penso che il piercing sanguini quando vorrebbe essere il cuore a sanguinare.

Sì, sono strana, lo ammetto.

E' il template che mi sta facendo uscire di testa.


FarfallaDiVetro

agosto 11, 2005 13:44

Festa della Repubblica, eccheccavolo si va al mare! Telefono tutto il pomeriggio del 1 per trovare qno che mi dà una tavola gratis, e lo trovo, “ma vedi di essere qui sul presto, sennò poi se ne accorgono e sai che casino!”. Nessun problema, figurati, vengo con mia madre, mi fa alzare alle 7!

2/06…e sono già le 9 e un quarto! Cazzo! In piedi di corsa, chiamo subito l’amico con la voce che sa ancora da letto, non so che scusa inventarmi, forse la verità è meglio visto che non mi viene in mente niente, e “Ah, non mi dire, sei anche tu in coda in A13!”

Grande: scusa servita su un piatto d’argento! “Sì guarda c’è un casino pazzesco (ma non sente la voce impastata?) si va avanti a 20 metri ogni mezz’ora (e ci crede?) non so nemmeno se arrivo!”

Fatto, ora sveglio la mamma (“A che ora dovevi tirarmi su te? Mai che mi possa fidare!”) e nel giro di un’ora si parte: niente pranzo al sacco, là c’è di sicuro il pane fresco.

Non c’è coda in A13, ma c’è in superstrada per dei lavori del menga: si va avanti? No, più facile indietro. La coda sembra una colonna di millepiedi che prendono il sole; mamma isterica nel giro di poco; io che le chiedo incautamente il motivo e lei attacca a urlare che ha lasciato la casa un casino solo perché io voglio a tutti i costi andare al mare! Ok, ma non serve che urli, l’abitacolo è 2mq e siamo sole, ti sento. Ottengo l’effetto desiderato: un ostinato mutismo supportato da Isoradio.

Arriviamo dopo soltanto un’altra ora, la coda non era proprio incivile, abbiamo visto di peggio in A14 o sul tratto appenninico, e cerchiamo il Lido giusto. No, mamma è stanca, si entra al primo. Richiama l’amico (ciao, senti, siamo appena uscite e l’Inps qua non ce la fa più…sì, un’altra volta, conto su di te. Ciao…..tse, figurati se mi dice ancora di sì, col pacco alla prima volta!) e porta pazienza Farfallina!

Primo bagno che becchiamo (rosa, non male) due lettini e niente ombra a pagamento. Io mi dispongo come al solito: una buona dose di olio con alta protezione, libro (McEwan mi prende un casino), cuffiette per isolarmi e godermi tutto.

Gran cd: è la seconda volta che lo ascolto con attenzione, ma sarà almeno la quinta se conto i momenti distratti. La prima “canzone” mi piace un sacco, qui non salta neppure, e penso che ci starebbe bene una voce di donna. Batto il piedino tenendo il tempo e “che ascolti?” arriva subitaneo. “Jazz. Me l’ha dato un amico…”

“Ah sì, so già tutto, è vero! Uno di quelli di Bologna che frequenti da poco…non guardarmi così male! Me l’ha detto tua sorella!”

“Ma lei, dico, farsi un piatto di fatti suoi…” rimetto le cuffie e premo play con faccia scocciata.

Anche la seconda mi piace, è un’altra cantabile, come dico io, mentre la terza non mi tocca quasi, è troppo lontana dal mio sentire, un’estranea nel gruppo.

La quarta si muove agile e mi fa muovere le spalle e mettere giù il libro: mi accorgo che c’è un sacco di vento, e che è pieno di umarells e zdaure! Ma che sfiga! Mai che abbia la digitale quando serve! D’altronde non ce l’ho, ogni volta me la sono fatta prestare….eh già! Non sei dell’alta borghesia, Farfalla, proprio no! Se ce l’avessi, la tua sarebbe color cacca, per ricordarti che cacca eri e cacca ritornerai….

oh, troooppo lenta questa! Ma che numero è? La sesta? Toh, una mi è passata senza che la sentissi veramente, e sì che in macchina è la prima che metto!

Alla settima arriva il maraglio: no dico, ho un libro di 250 pagine con copertina rigida e il nome della biblioteca in grosso, le cuffie e, come se non bastasse, mia madre che dorme nel lettino di fianco. Questo si siede a terra lì vicino e mi fa la domanda che non mi sarei mai aspettata:

“Cosa ascolti?”

Gli dico la verità pensando che se non l’ha spaventato il libro lo farà la musica, ma mi sbaglio!

“Figo! L’ho visto subito che sei una che studia!” (ma da dove salta fuori questo? Sono le 2 del pomeriggio, dovrebbe essere a nanna a smaltire la cassa di ieri sera! Non a riva a scassare la minchia a mia!). Ci parlo 10 minuti, e se ne va solo dopo che gli ho detto che lavoro all’università e che ho quasi 30 anni! A qual punto però ci resto male: non si ferma davanti alla cultura ma davanti all’età.

Il risultato è raggiunto, posso ascoltare il mio cd, ma non sono sicura di aver vinto.

La settima è bellissima, la tromba è uno strumento solare: non so come contrasta l’aspetto più notturno del sax. Non è la mia preferita, ma è davvero bella, più che piacevole da ascoltare. L’ottava non regge il confronto con le sonorità appena passate, mentre Alone together  è ottima come chiusura. La vedrei bene alla fine del primo atto di un musical… forse però le manca un po’ di spettacolarità per quello… vabbè, è da concerto però, è quella che più ti dà la sensazione che sia fatta dal vivo…

Cd finito, giornata non ancora passata. Sono al mare, il posto che più mi piace, ma non me la sto godendo in toto, c’è un fondo di malinconia che non mi molla. Scrivo un sms all’amica del cuore, e lei….non mi caga! Ottimo! Non lo fa per tutto il resto del tempo, trascorso tra la lettura e un gelato.

Alle 5 ho un freddo pazzesco e decido imperiosamente che è ora di tornare! Non troviamo coda (chissà come mai!) ma io sento la pelle un po’ tirare. Alzo la maglietta e vedo che la Farfalla Di Vetro è diventata una Torcia Col Piercing, o un’aragosta pronta per la bollitura! Diavolo, che scottatura! E come dormo stanotte?

“He he he! Vedi a perderti nella musica? Poi non ti ricordi la protezione!”

Mamma ti prego, non ci mettere il carico da 11! Dimmi solo che c’è doposole in casa! Il suo viso non esprime il placido convincimento che voglio, anzi, le si stampa un sorriso sarcastico che non promette nulla di buono.

“Dai, sabato torniamo ancora!”

Oddio….


FarfallaDiVetro

agosto 07, 2005 14:57

Ultimo giorno di vacanza vera.

A casa sua. Che adesso è piena di tracce di me.

Lui tira l'aspirapolvere in camera da letto e io fumo in mutande davanti al pc.

Questa è vita cazzo!


FarfallaDiVetro
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