settembre 30, 2005 15:48

Oggi, 30 settembre, ultimo giorno di lavoro. Scade un contratto a tempo indeterminato. La dialettica è tangibile, devo dirlo a Hegel. Non posso quasi credere che sto finendo qui, che non ci tornerò se non per cose burocratiche. Che dopo 3 anni mi hanno trattata in questo modo. Vero, al lavoro diurno non tenevo, a quello serale sì, ma il direttore ha pensato che una portinaia laureata non fosse abbastanza adatta a fare l’insegnante ad una manica di elettricisti ed operai delle più diverse età.
Sono davvero amareggiata. E pure inkazzata a morte con loro. Nessuno è passato a rivolgermi la parola, a sentire come sto o a dire in bocca al lupo. Anzi uno è passato, ma solo per aggiustare la centralina.
In più oggi mi è stato ripetuto, con parole molto cortesi, che non ho fatto le cose fatte bene all’università (nuovo lavoretto: più responsabilità e meno soldi) da parte di una che mi attaccava l’ansia come l’influenza, mentre quella che doveva solo riempire un modulo si è persa le mie carte e dava la colpa alla collega giovane e assente. Direi che sono perfettamente inserita, quindi.
Ora devo riuscire a rubare da qui tutto quello che posso (mmm, la stampante non sta in borsa però) e a stare il più possibile on line a sbafo. Telefonerò in USA come minimo, oltre che a qualche amica. Anche se in realtà ho solo voglia di coccole silenziose, e me le faccio qui. Ancora  2 ore e mezza dietro le sbarre. Provo a buttare il malumore.

Ninna Nanna
Chiudi gli occhi e dormi, che mattino verrà
questi sono i tuoi giorni, non li usare a metà
E' un mondo al contrario, ti disturberà un po'
C'è chi dice sia bello, chi sostiene di no
Non avere paura di lui
tu sei molto più forte
Vedrai cose diverse, tra paesi e città
chi la vita la perde, chi la vita la dà
Capirai chi comanda, capirai povertà
teste piene di guerra e mani a chieder pietà
Tu non chiudere gli occhi mai
non far finta di niente
Chiudi gli occhi e dormi, che mattino verrà
questi sono i tuoi giorni, non li usare a metà


FarfallaDiVetro
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settembre 28, 2005 15:49

QUELLA CHE VORRESTI AVER SCRITTO TU: Lettera – Guccini
QUELLA CHE PIÙ ASCOLTI ORA: Life on Mars
Bowie
QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA TUA INFANZIA: Ogni sigla dei cartoni animati
QUELLA CHE RIASSUME LA TUA ADOLESCENZA: The show must go on Queen
QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE UN EX: Ce n’è una per ciascuno! Non posso scegliere l’ex preferito!! Sono  tutti …pari-merito, diciamo.
QUELLA CON CUI VORRESTI SVEGLIARTI: You’re beautiful – J. Blunt
QUELLA NOTTURNA: Favola Finardi
QUELLA CHE TI FA VENIRE VOGLIA DI BALLARE:  Spiderman – versione di M. Boublè / La  canzone della colomba e del fiore Guccini
QUELLA CHE TI METTE BRUTTI RICORDI Romeo & Juliet – Dire Straits
QUELLA CHE ODIAVI MA ADESSO AMI:  Changes Bowie
QUELLA CHE VORRESTI AL TUO MATRIMONIO: “Ti amerò – non so di chi, è “di chiesa” cmq.
QUELLA CHE VORRESTI AL TUO FUNERALE:  Lacrimosa – parte del Requiem di Mozart
QUELLA CHE DESCRIVE PERFETTAMENTE IL TUO STATO D’ANIMO ATTUALE: Numb – U2/Dica – N.Fabi
QUELLA CHE TI PIACE NELLA COLLEZIONE DEI TUOI GENITORI: Tutto il cd “D’amore di morte e d’altre sciocchezze” di Guccini
QUELLA CHE PIACE AI TUOI GENITORI NELLA TUA COLLEZIONE: With or without you – U2
QUELLA CHE NON CONOSCERESTI SE NON FOSSE PER UN TUO AMICO: The great beyond – R.E.M.
QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA PRIMA COTTA:  Nord sud ovest est 883
QUELLA PER QUANDO SEI INCAZZATO: You oughtta know – A. Morisette/Smells like teen spirit Nirvana
QUELLA CON IL MIGLIOR FINALE: Life on mars Bowie
QUELLA CON IL MIGLIOR INIZIO: Balliamo sul mondo Ligabue
QUELLA CHE PIÙ TI ESTRANIA DALLA REALTA': Elevation – U2
QUELLA PIÙ TRISTE: Quella che sento quando sono triste
QUELLA CHE QUANDO LA SENTI TI FA SENTIRE UNA GRAN FIGA: You’re unbelievable - ETF/La mia ragazza mena – Articolo 31
QUELLA PIÙ BRUTTA CHE HAI IN CASA: Vaffanculo Masini
LA MIGLIORE DI UNA COLONNA SONORA: Your song – Mulin Rouge
LA MIGLIORE COVER: non so
LA MIGLIORE DA SENTIRE IN VIAGGIO: La fiera di San Lazzaro Guccini
QUELLA CHE TI METTE ADDOSSO OTTIMISMO: Me gustas tu – Manu Chao
QUELLA DA CANTARE SOTTO LA DOCCIA: Give me novacaine – Green Day/Le donne lo sanno  - Ligabue
QUELLA PER LA TUA CITTA': Lombardia – Mercanti di Liquore
QUELLA CON IL MIGLIOR DUETTO: In amore – Morandi/Cola
QUELLA SU CUI FARE L’AMORE: Hold me, Thrill me, Kiss me, Kill me – U2
QUELLA CON IL TESTO PIÙ BELLO CHE HAI MAI SENTITO: Il giorno di dolore – Ligabue/City of blinding lights – U2
QUELLA CHE TI METTE ALLEGRIA: Maria maria – Articolo 31
QUELLA CHE PARLA DI TE: Vivo o morto o X – Ligabue /Poesia – Elisa/……


(Ringrazio il blogger a cui ho rubato le domande, e che non ricordo chi sia!)


FarfallaDiVetro
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settembre 23, 2005 15:35

Oggi è venerdì, stupenda giornata di passaggio. Non si lavora più veramente ma non è ancora week end - tempo libero pubblicamente riconosciuto. Perciò il piccolo ragioniere che è in me tira il consuntivo della settimana appena passata e fa il budget per la prossima. In sostanza l'elenco dei buoni propositi che saranno immancabilmente traditi!

Tagliando auto (non c'ho i soldi ma devo farlo!);
Carrozziere (idem)
Finire Pastorale Americana (che è più lento del previsto);
Intomellare UnGrandone a Roma senza sembrare Miss Incompetenza (minigonna!);
Finire la stesura e inviare progetto EU (O.S.T. Mission: Impossible!)
Tagliarmi i capelli (e quando?);

Sbrigare pratiche licenziamento (questo ci riesco...penso...);
Andare a prendere il passaporto (dura l'è!);
Riunione col prete per la III media;
Aiutare a preparare la festa del primo ottobre;
Varie ed eventuali....tipo RESPIRARE?!


FarfallaDiVetro

settembre 21, 2005 14:56

Se una mattina io
mi accorgessi che con l'alba sei partito
con le tue valigie verso un'altra vita
riempirei di meraviglia la città
Ma forse dopo un po'
prenderei ad organizzarmi l'esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua
Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei
non so quando (quando)
non so come
Ma se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando
e capissi che non stiamo più parlando
ti guardassi e non ti conoscessi più
io dipingerei di colori i muri
e stelle sul soffitto
ti direi le cose che non ho mai detto
che pericolo la quotidianità
e la tranquillità.
Dove sei, come vivi dentro?
C'e' sempre sentimento
nel tuo parlare piano
e nella tua mano
c'e' la voglia di tenere
quella mano nella mia
Tu dormi e non pensare
ai dubbi dell'amore
ogni stupido timore e' la prova che ti do
e rimango e ti cerco
non ti lascio più
non ti lascio più.

FarfallaDiVetro
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settembre 21, 2005 14:53

Quasi non ci credo, ho passato quota mille! Anzi, voi e il tasto F5 avete passato quota mille!!

Grazie a tutti!!


FarfallaDiVetro
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settembre 19, 2005 15:25

Puntata 1: pseudo-apologia di blog e blogger

Ho partecipato ad una interessante discussione tra alcuni blogger in quel Ca’ De Mandorli in cui si parlava delle potenzialità di questo modulo espressivo e delle caratteristiche dominanti di chi ne fa uso.
L’opinione dominante, quella espressa in modo più forte e meglio difesa, è stata quella di Hawanna. Il suo carico di delusione per la società in cui vive l’ha portato ad analizzare lucidamente il fenomeno del blog, perciò dice, per esempio, che scrivono più donne perché uno apre un blog quando è depresso e vuole raccontare i cazzi suoi agli altri. Difatti non ce ne sono molti che parlino di politica o di società. Se si stanno a fare i conti, il più delle volte si incontrano blog di donne, sempre più spesso giovanissime, che parlano delle loro pene d’amore e delle loro personali delusioni.
Direi che mi sento di dargli ragione in parte: già noi donne siamo più allenate ad esprimere i nostri sentimenti, in più un mezzo come internet ci permette di raccontarli al mondo senza che la gente ci veda in faccia e ci dica di smettere. È un’amplificazione del sentimento di casa: io in questo posto faccio quello che voglio, comando io, e se qualcuno ha qualcosa da dire deve chiedere il permesso e scrivere. E se non gli garba, può sempre cambiare canale!
In effetti il medium della scrittura on line è molto comodo. Tutte queste persone, tutte queste donne in particolare, hanno la possibilità di uscire per un po’ dalle loro frustrazioni ordinarie e di essere protagoniste di una storia, non semplicemente della quotidianità. Ma non del tutto: perché sanno che se ne uscissero davvero, se rompessero col mondo che conoscono, scoprirebbero che oltre la ricostruzione di una vita c’è sempre un’altra vita, fatta di attimi e minuti che diventano quotidianità e di nuovo routine.
In sostanza, il blog è un’invenzione per vigliacche che si annoiano al lavoro e hanno trovato un modo per gratificare se stesse. Un onanismo tecnologico.
MA si presentano, com’è ovvio, delle eccezioni.
Blog come Lo Spettro o Casalogic o Macchia Nera sono per lo più collettivi e di argomento definito (o sempre in corso di definizione). Quello di Max è l’antitesi massima all’immagine proposta prima.
Com’era prevedibile, mi sento anch’io un’eccezione. Perché ho aperto questo blog solo dopo che ho cominciato a frequentare assiduamente dei blogger e li ho conosciuti di persona, non solo via tastiera. Ora, gli argomenti che tratto non sono originali né hanno quello spirito ironico che manifesto nella vita vera, e sì, sono depressa (è certificato). Ma scrivo per raccontare a qualcuno che già mi conosce, per partecipare con un pezzo di me alle loro vite. Per far sapere che ci sono.
Devo ammettere che il fine principale di un blog come questo è l’auto commiserazione/gratificazione, il sentirsi elemento unico e insostituibile della mia storia (che odora più di gloria della semplice vita), il sentirsi ascoltati in qualche modo. MA la differenza sta nella conoscenza diretta delle persone, nel non avere paura di guardarle in faccia e di dire quello che penso. È chiaro che non li posso ammorbare con le mie storie ogni volta, quindi le propongo qui, dove chi vuole si può interessare o passare oltre. Come ho già detto (ma amo risentirmi, non mi stanco mai della mia voce!) non è importante COSA si fa, ma COME. È questo secondo me che determina lo spirito, il carisma e il valore di un’azione. Anche di una cosa modesta come un blog.


FarfallaDiVetro

settembre 15, 2005 16:05

Premessa 1: Tempo fa, su un altro blog, ho fatto un test sul quantitativo di purezza delle mie esperienze sessuali. Non ho avuto un risultato deplorevole, ma intere sezioni di domande risultavano negative, prima tra tutte quella della violenza (e fin qua, mi sento sana), poi quella dei “ciaffi”.
Premessa 2: Ho delle amiche, come tutti, molto diverse tra loro. C’è l’AmicaSofisticata, l’AmicaCagonaDentro, l’AmicaAncheTroppoSincera, l’AmicaRampante, l’Amica BellissimaMaProprioBellissima, ecc. Con loro si parla di sesso in gradi e in modi diversi, quindi con qualcuna ho rifatto il test, con altre ho buttato lì la cosa, quasi per caso, per non metterle a disagio. Ho notato che siamo quasi tutte “modello standard” , soprattutto perché non riusciamo a trovare divertenti o sufficientemente degne di curiosità le invenzioni che ci vengono normalmente proposte. E ciò mi fa sentire tutto sommato normale.
Fatto: Ieri sera un noto programma radiofonico ha trasmesso una replica in cui si parla di ciaffi…stimolanti. Ecco, questa è stata la prima volta in vita mia che ho pensato che potrebbe essere interessante provare. E non sono stata l’unica a dirlo.

http://www.dispenseronline.it/servizi/1580.html

 

 


FarfallaDiVetro

settembre 14, 2005 17:34

Sono entrambi convinti
che fu un improvviso sentimento a unirli.
Com'è bella tanta certezza
ma l'incertezza è ancor più bella.

Pensano che non conoscendosi prima,
nulla sa mai avvenuto tra loro.
Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
nei quali da tempo han potuto incrociarsi?

Vorrei chieder loro
se per caso ricordano-
forse una volta tra le porte girevoli
un faccia a faccia?
un qualche "scusi" nella calca?
l'eco di un "ha sbagliato" al telefono?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.

Pronto non era ancora
a mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte.

Furono segni, segnali,
ben poco importa se oscuri.
Forse tre anni or sono
oppure il martedì recente
non volò via quella piccola foglia
di spalla in spalla?
Qualcosa venne perso e qualcosa raccolto.
Chissà se cominciò già con la palla
in quei cespugli d'infanzia?

Furono maniglie e campanelli,
su cui di buon 'ora
il tocco si posò sul tocco.
Valigie appaiate nel deposito bagagli.
Fu forse un sogno uguale nella notte,
scomparso d'improvviso col risveglio.

Poichè ogni inizio
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
resta pur sempre a metà aperto.

                                           (W. Szymborska)


FarfallaDiVetro
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settembre 13, 2005 18:05

Ho fatto più Km di un rappresentante di saponette oggi, causa colloquio di lavoro a Modena, e di conseguenza mi fa male il ginocchio malato. Per distrarmi (e smettere di sbadigliare in questo modo di fronte alla gente che passa chiedendo della riunione delle prime) sono andata in cerca di test. Ne ho trovato uno dal blog di Alessia. Per nulla scientifico, ma sortisce l'effetto (sembra che stia facendo PIL!!).

 


Your Birthdate: December 28
Your birth on the 28th day of the month (1 energy) adds a tone of independence and extra energy to your Life Path.
The number 1 energy suggest more executive ability and leadership qualities than you path may have indicated.
A birthday on the 28th of any month gives greater will power and self-confidence, and very often a rather original approach.

Unlike much of the other 1 energy, this birthday is one that endow with the ability to start a job and continue on until it is finished.
You may prefer to use the broad brush, but you can handle details as well.
You are sensitive, but your feeling stay somewhat repressed.
You have a compelling manner that can be dominating in many situations.
What Does Your Birth Date Mean?

FarfallaDiVetro
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settembre 11, 2005 16:56

Sono le dieci di sera e siamo al casello di Ferrara nord, metà strada esatta tra casa mia e casa sua, ma non abbiamo voglia di fare un giro in centro – non c’è più niente a fine luglio – né di imbucarci ai Lidi con l’umido che domina ogni passo.
Che si fa? Sei mai stata a Marina di Ravenna?
Mi stai proponendo un sabato sera da aristofreak bolognese? Ok, si va!

Ma Ferrara e Ravenna sono distanti un accidente, e la statale 16 è stretta e così piena di coglioni che metà basterebbe. Arriviamo che è già passata mezzanotte e io ho finito la voce a furia di cantare Bowie e gli U2 senza che da lui si alzasse un lamento (lodevole) né un complimento (bé, è innamorato, mica rincoglionito!). Il lungomare è pieno di gente con birretta in mano e andamento “a onda de pigozo” che evidenzia lo stato alcolico della fauna, ma la cosa che mi piace di più è che troviamo parcheggio quasi subito (contro il cul nulla si puote) e si può andare liberamente in spiaggia. Questa per me è una novità piacevolissima! Tanto più che ho mezzo litro d’acqua in borsa e risparmio pure sul beveraggio!
Cercando un posto meno affollato a riva camminiamo un po’, e tra una frase scema e l’altra ci troviamo fuori dal casino, ma non lontani, in un posto dove c’è solo un’altra coppietta tutta miele e frasi dolci.
Dopo poche coccole  ne arriva un’altra, che si mette proprio di fronte a noi, ma molto a riva, e io tranquilla non ci faccio neanche molto caso. A un certo punto però, l’occhio cade su di loro, e su quello che stanno facendo. Più confusa che persuasa chiedo lumi al compagno (ma secondo te stanno scopando?) e lui apostrofa che la posizione sì, potrebbe trarre in inganno, ma lei è talmente ferma che è impossibile. Non riusciamo a smettere di guardare, mentre LuiLì si impegna pure, e LeiLì resta a contare le stelle.
Finiscono, anzi, lui finisce, e la grazia con cui lei si alza e si sistema i pantaloncini ci toglie ogni dubbio residuo sull’attività in questione. Noi ridiamo e torniamo ad occuparci dei cavoli nostri, ma, dopo una brave pausa, i due riprendono a posizioni invertite. E a qual punto la nostra indole di guardoni prende il sopravvento e ci chiediamo se adesso LeiLì comincerà a interessarsi o parteciperà allo stesso modo in cui farebbe la fila alla cassa del supermercato. Ecco, sembra un po’ più presa, quando squilla un cellulare. Lei allunga la mano, fruga in borsa, sempre senza spostarsi di un millimetro dalla faccia di lui, risponde (RISPONDE?!) , alza la voce per farsi sentire meglio dall’amica, e…si alza. Semplicemente si alza, scavalca l’abnegato maschietto, si mette un po’ meglio i pantaloncini, prende su la borsetta e parte spedita verso il bar con un “sì, sto venendo lì Arianna”
Noi basiti la seguiamo con lo sguardo, poi ci mettiamo a ridere fino alle lacrime e commentiamo che giusto lì poteva venire, non certo dov’era prima. E il maschietto? Trenta secondi e ha già il cellulare in mano per cercare gli amici. Senz’altro racconterà della mega scopata che si è appena fatto….UaU!

FarfallaDiVetro