Eccomi, solo per un saluto brevissimo! Sono di corsa e di sfrodo finché non c’è nessuno in dipartimento. Ho una voglia matta di scrivere ma poche possibilità di farlo causa freddo porco nella cameretta del PC a casa e sempre gente attorno al lavoro. Ma mi rifarò presto (spero). Ah, ho scritto ‘sta specie di post perché volevo cambiare un po’ l’aspetto della pagina che mi aveva stufato.
Baci.
Che Bologna sia la città più cara d'Italia, lo sapevo (anacoluti a pranzo oggi? Sì! e vai a rompere a qualcun'altro!). Ma che fosse la regola farsi spennare solo perché si è a Bologna, poi no. Sabato, aperitivo alla Linea, baretto molto centrale ma insomma non tutta 'sta roba, 2 spriz 7,40€. Io sono rimasta basita. Non erano fatti male, ma sono stati serviti nel bicchiere piccino.
E mi è venuta l'idea balzana: mettermi un camioncino in Piazza Maggiore o lì vicino a dar via spriz in quantità padovana a prezzi padovani (2€ l'uno), che quassù nella nebbia ci si lamenta che son troppo cari per quello che c'è dentro. E son pure fatti con decenza e nel bicchierone grande.
Ho tenuto lo scontrino come memento mori e attaccato in bacheca.
Buonissimo e pagato il giusto invece il ristorante su per gli Appennini domenica. Ho mangiato tanto da poter saltare la cena e svegliarmi senza fame stamattina!
In sintesi volevo solo raccontarvi che ho passato un bel fine settimana!
C’ho l’ansietta, dolceamara compagna di mille giorni e mille notti, fedelissima amica, inquietudine conosciuta. Motivi di preoccupazione a iosa, ma tutti latenti, tutti che dicono “dai, non ci pensare” o “si risolve tutto” o “ce la faccio da sola”. Cuore che fa le capriole e stomaco sul chi vive, testa che non sa più su cosa mettersi. Ma niente di me grida o fa qualcosa di evidente. È tutto un subbuglio interiore, un rimescolamento magmatico all’altezza dello sterno.
Sento già i commenti delle persone a me più care:
“Cambia pusher!”
“Ma una scopata no?”
“Te l’ho già detto. Niente dolcetti alla pasta di mandorle dopo cena!”
"Torto - Ragione
Giusto - Sbagliato
Cadi sempre nello stesso ragionamento: o uno è modesto o uno non è modesto.
Non può essere così.
Se vuoi che sia così fa schifo.
Come le immagini bitmap a 2 colori (bianco e nero).
Fanno cagare.
Vuoi mettere una bella immagine scala di grigio, milioni di colori?
Al momento non esiste ancora una parola che racchiuda in sé il contrario di ciò che intendiamo per modestia, bisogna ancora inventarla e deve racchiudere in sé caratteristiche di originalità, unicità, personalità.
Inventiamola!
Il non modesto desidera e va verso i propri desideri scontrandosi con la modestia che la realtà propone.
Il non modesto desidera essere protagonista della propria esistenza e non semplice spettatore.
Per ovvi motivi, un non modesto 100% non esiste e sono poche le azioni non modeste che un individuo possa compiere nella sua esistenza. Nella maggior parte dei casi brucia ammettere che siamo esseri umani tendenzialmente banali, modesti... in pochissime occasioni siamo unici." Parola di Maso_
Sono felice da morire di poter dichiarare che sono modesta, modestissima, la regina dei modesti senza umiltà alcuna. Grazie a Maso ho scoperto ancora una volta la mia identità! Ed è liberatorio.
Ogni tanto anch'io, purtroppo, esco dalla mia modesta cornice ed agisco in modo così insensatamente libero e gioioso da rendermi unica ed irripetibile, ma solo per me e per qualche anima santa che mi vuol bene. Gli sguardi dei più mi vedranno comunque spudoratamente normale, brontolona e cellulitica.
Esempio. Sabato sera sono uscita con la mia compagnia storica: 3 coppie e due scoppiati (io momentaneamente) in un locale fortemente aristofreak di Padova con la musica di MTV troppo alta. Sono stata da dio: far balotta a raccontare dell'America e a prendere in giro gli sposini e l'unico single che avrà 3 figlie e dovrà costruirsi un bagno di nascosto...
Troppo bello. Troppo io. Sono proprio contenta di essere modesta.
Serata tra amiche, non ci si vede da un po’. Chicchere di nulla e di scarpe, poi di maschi.
AmicaDepressa: Ma a me piaceva il tuo ex…l’UomoBuono. Mi pareva…sai, no?
Io: Bè, anche a me piaceva! Sennò non ci avrei passato 4 anni…
AD: Sì… però… insomma. Mi pareva molto adatto a te.
Io: Bè, è che uno ci mette un po’ ma poi capisce se una cosa fa per lui o no… e io non ero poi contenta. Sai, mi sentivo un po’ prigioniera...
AD: Come sempre! Tu sempre ti senti con la corda al collo. Ancora mi domando che cosa ti aspetti. Secondo me pretendi troppo. L’UomoBuono per esempio ti dava tutto quello che chiedevi! Gli andava bene tutto. Baciava la terra dove mettevi i piedi! Per non dire che aveva il cazzo grossissimo!
Io:
... … E tu che ne sai?
AD: (suda) bè… lo dicevi tu…
Io: No no… non a te che sei vergine. Spiegami un po’…
(non è finita poi bene la serata)
Another turning point, a fork stuck in the road
Time grabs you by the wrist, directs you where to go
So make the best of this test, and don't ask why
It's not a question, but a lesson learned in time
It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.
So take the photographs, and still frames in your mind
Hang it on a shelf in good health and good time
Tattoos of memories and dead skin on trial
For what it's worth it was worth all the while
It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.
It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.
It's something unpredictable, but in the end it's right.
I hope you had the time of your life
Alle due del pomeriggio il paesino è silenzioso, così silenzioso che puoi sentire le persone che si rigirano nei letti in cerca di un angolo più fresco mentre le pale del ventilatore funzionano a pieno regime.
Io e il mio trolley, assordante nel silenzio post meridiano, stiamo andando verso la stazioncina dove prenderò il trenino per il paesone che si crede metropoli.
Si fanno incontri strani nel paesino sonnacchioso alle due del pomeriggio:
il muratore che sta ripartendo per il lavoro…
“Ehi, che fai? Sei in partenza?”
“Eh già…”
Il calzolaio che ha appena chiuso…
“Oh, sei in partenza?”
“Mmm..sì”
Il primo amore che non sta facendo un emerito cazzo come al solito (ma come si mantiene poi?)
“La valigia! Sei in partenza?”
“No, spaccio droga in treno!”
“…………!!!!”
Ecco fatto, già mi girano. Mi basta un attimo perché tutti quelli che incontro diventino nemici e il mondo cominci a starmi sulle palle: mi sta sulle palle l’asfalto caldo dipinto di rosso e bianco nel punto in cui devo attraversare; mi sta sulle palle il ponte di ferro che mi costringe a tirare su la valigia; mi sta sulle palle l’unica macchina che passa proprio quando devo attraversare io la strada…ma quando arrivo in stazione mi è già passata. Io adoro prendere il treno, è il mezzo di trasporto che preferisco: ci ho studiato, scritto, mi ci sono innamorata e ci ho anche fatto l’amore qualche volta, controllando che nessuno ci potesse vedere o ci beccasse nel mezzo dello spettacolo, ovviamente. All’ombra del muretto scrostato ci sono due signore opposte, nel senso che una è nera come l’ebano e l’altra è così bianca che potrebbe essere trasparente, rumena senz’altro (c’è un’abbondante comunità rumena al paesino, sì). Parlano uno strano idioma, misto di inglese e dialetto veneto, e mi figuro che siano colleghe di lavoro alle confezioni. Dalla velocità e dal tono che usano penso che stiano spettegolando, anzi, stanno sicuramente tagliando i panni addosso a qualche sfortunata. Non c’è niente che leghi così intensamente e provvisoriamente due donne quanto il parlar male di una terza. Miracoli del mio sesso.
Sul trenino solite facce da trenino, molto sudate però: c’è il professionista s-patentato con la 24 ore stracolma, le due donne di cui sopra, due suore nere (vestite di nero) che lascio passare con un “Prego sorella” dopo che una di loro ha mandato un “Te possino!” allo studente che le ha intralciate nella discesa. Sempre fetenti come all’asilo, penso - senza che se ne accorgano.
Stazione grande uguale coincidenza, o possibilità che due mezzi che non vanno nella stessa direzione si incontrino con mio sommo interesse e piacere. Mi tocca un treno vero stavolta, anche con l’aria confezionata.
Le facce da interregionale sono diverse, più professionali, con più richieste, a volte pazzesche… normalissime insomma.
Due infermieri, maschio e femmina, si siedono accanto a me. Parlano di osteoporosi e dei comportamenti che la provocano: “Se bevi troppo alcool ti si disfano le ossa…se fai largo uso di cortisone…se fumi…se mangi troppi carboidrati” in pratica se vivi!! Mi giro a guardarli e resto colpita dalla zdauraggine di lei: canottiera nera a spalline strette con reggiseno a spalline larghe color carne (puro sado-dado) in vista e gonna-pantalone a fiori con elastico altissimo in vita, evidentemente fatta in casa. Il massimo del kitch! Suppongono, causa la mia espressione ebete, che soffra di paresi, ma mi ignorano grazie al cielo.
Scendono alla prima stazione, dopo aver minacciato tutte le malattie del mondo a uno che fumava nell’interscambio, e al loro posto arriva…uno. Non so neanche come descriverlo tanto è anonimo: pantaloni anonimi color parete, camicia in tono, quotidiano ancora da finire. Neanche a dirlo, femmina sola che scrive fa obiettivo sensibile, ergo attacca bottone. In treno me ne sono capitate di ogni, e spero sempre in qualche frase che spezzi l’atteso, che mi sorprenda e mi attiri. Questo mi osserva, fisso, aspetta che io mi volti e con il sorriso più banale del mondo, benché un sorriso non sia una cosa banale...
“Scrivi? Giornalista?”
“No, blogger”
“… …” “… …”
“Per che giornale hai detto che scrivi?”
A Bologna mi attende il mio ragazzo con l’ambulanza…no, non è paramedico. Ha
Ecco...
ho ricevuto una brutta sorpresa sul lavoro oggi. Che mi ha sfavato.
Molto.
Lui mi dice "calmati e poi chiedi spiegazioni...non ti preoccupare che non è colpa tua...se le cose stanno così non potevi saperlo...dovevano avvertirti..."
(le prova tutte l'anima mia perché non mi senta deficente come un mitile turbosoffiato e mollato fuori terra)
Ecco...
ho girato per blog per riprendermi, ma il cattivo umore non molla. Uff.
(respirone...pronti...)
SonoTornataDall’AmericaHodormitouncasinoSonotornataallavoro Sonoandata2giorniaBolognaperrimettermiinpariEmisonopureubriacata MapocochepoiIonondovevodiventareunadiquelledonnedociliChe fannodamangiareepureipiattidopoeinveceSonotornataacasaintempoper laFestadiAllouinmaC’erasoloGiuliodituttalabandaperchéeranoall’80Festival Eluimihatenuto2oreaparlaredellasuamorosaMaanchenoperchénonstiamo proprioinsiemeLafestaeracarinamaunomihadatofastidioproprioFanculoall’alcool seunononlasatenereMisonoalzatapoiprestoperandareacantareChealcoro midavanopermortaHoscrittounprogettoquasigenialeL’hoportatosualprof/capo chenonl’haguardatomaèentusiastaPerchélospediscoinAfghanistanIntanto peròdevoancorascriverequellarobaperlaprovinciachenonsannocos’èe devoinventaretuttomancofossilosceneggiatorediUnpostoalsoleEquando provoaparcheggiaredifrontecasaTravolgoilbidoncinodellaziache lomettesempreinmezzoallepalleEanchequestacivolevaPorcaP.
...sei un po’ nervoso ed un motivo ci sarà…