febbraio 24, 2006 15:37

Mi sono rotta le palle di essere triste.
Da ora e per i prossimi 2 giorni almeno intendo tornare alla mia gioia naturale.

Credo che ci voglia un dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare per dirci tutto quello
che dobbiamo dire… o almeno credo.
Credo proprio che non sia già tutto qui
e certi giorni invece  credo sia così
credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire, a questo credo.
Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo
qua non c'è mai stato solo un mondo, solo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo ma io almeno credo
se ti basta chiamami scemo che io almeno
Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smette di sperare inizia un po’ a morire
credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori, o almeno credo
Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che ogni verità può fare bene o fare male
Credo che adesso mi devi far sentir le mani che a quelle credo
Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo
Qua non c'è mai stato solo un mondo solo
Credo a quel tale che dice in giro che l'amore chiama amore
Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo
qua non c'è mai stato solo un mondo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore credo
se ti serve chiamami scemo ma io almeno credo
se ti basta chiamami scemo che io almeno credo...

 


FarfallaDiVetro
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febbraio 21, 2006 16:11

quando sto così

Ci sono giorni che dovrebbero essere cancellati, che sai che saranno orridi dal momento in cui romperai il dolce bozzolo del letto. 
E oggi è uno di quelli. Di tanti in questo periodo. E facciamo che è solo un periodo, va.


FarfallaDiVetro
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febbraio 20, 2006 11:09

Sto assistendo agli esami del mio capo, e sono triste, tanto triste. Perché?

"Mi parli dell'8 settembre signorina"
"....Quale?"

"In che anni avviene il New Deal?"
"Bè il Vaticano..."
"No, guardi che siamo negli USA"
"Chi, noi?"

"Mi parli di Calvino."
"Letteratura non è nel mio piano di studi."
"Giovanni Calvino, signorina!"
"Eh. Appunto"

"Leggi fascistissime..."
"Bè non esageriamo adesso" (e ridacchia pure!)



FarfallaDiVetro
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febbraio 17, 2006 15:50

Programma per il pomeriggio:

Uscire dall'ufficio viva;
Mangiare un boccone;
Trovare porta-cellulare fatto a calzino;
Terapia;
Cercare di beccare il treno.

Sì, sarei contenta anche senza porta-cellulare.


FarfallaDiVetro
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febbraio 16, 2006 14:51

Ci sono giornate in cui non puoi non vedere nero pesto, in cui viene messo in dubbio che tu abbia una dignità perché sopporti una situazione lavorativa che dire precaria è poco, in cui chi cerchi per essere sostenuta si mette in cattedra e ti spiega quanto sei sbagliata, proprio quando tu non solo non sai vivere, ma hai problemi anche a sopravvivere.
Ma poi, in mezzo a tanta depressione, parli con una persona di molto senno che si sfoga con te, e con argomenti validi e pressoché inoppugnabili ti dimostra che sì, c'è merda per tutti, e vederla e cercare di galleggiarci dentro  non vuol dire svendersi l'anima, e che quelli che si spezzano ma non si piegano probabilmente non hanno male allo stomaco ma alla testa a furia di sbattere contro muri sempre più alti.
E poi ti arrivan anche delle parole belle, delle frasi che rincuorano e ti fanno sentire che aver ottenuto quello che volevi, per ora, non è sbagliato, perché sapevi ciò che non era più per te e hai preso l'occasione che ti sembrava migliore.
Probabilmente sono come i bambini che si blandiscono con le caramelle o con un giro d'altalena, ma mi pare bene ogni tanto coccolarmi e provare tenerezza per me.
Quindi, grazie per queste frasine. Oggi sono diventate un regalo prezioso.

Cortesie minuscole,
Un Bocciolo o un Libro,
Spargono i semi del sorriso
Che sbocciano nel buio. (Emily Dickinson)

FarfallaDiVetro

febbraio 13, 2006 15:15

Ricomincio a respirare!!
E' ripartita la rete!!!
...
...
Cazzo, mi tocca lavorare.


FarfallaDiVetro
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febbraio 08, 2006 15:22

Me ne andrei via.
Veloce veloce verso Bologna. Senza fermate. Mi butterei tra le sue braccia senza parlare, per una volta.
E mi riposerei. Aspetterei il calmarsi del respiro all'unisono col suo, sentirei l'ansia che si cancella piano piano, senza rumore, e lascia il posto a un fiume caldo di vita placida. Ad un sonno ristoratore, breve ma vero. Al risveglio del mio sorriso che si apre al suo. Alla dolcezza irruente e solare di una pausa di aria pura dopo giorni di tiro al bersaglio.
Me ne andrei. Ora.

FarfallaDiVetro
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febbraio 06, 2006 17:17

Scusate, ma certe cose fanno in modo che la giornata poi giri storta. Che se anche va tutto-bene-insomma, resta quel senso d'amarognolo in bocca, o lì nell'amigdala, e non sai bene perché, ma poi sovviene.
E ti rendi conto che nel tuo paese di assuefatti alla merda lanciata a caso, di professionisti della perdita di memoria e di ladruncoli di basso rango che pretendono d'esser signori, c'è anche qualcosa che rovina la tua appartenenza al genere femminile.
Perché dopo che una ha visto la nuova pubblicità murale della Nuvenia, come cavolo può pensare di andare a parlare seriamente di parità?
Se un intero team di pubblicitari ed esperti di marketing ha pensato che il modo migliore per attirare le donne in età fertile sia quello di prendere le rivendicazioni del femminismo e girarle a favore degli assorbenti, bè, non c'è più nulla da fare.
Non tanto perché un'assurda pubblicità (per definizione transeunte) crede che io e quelle del mio sesso siamo così sceme da scegliere un assorbente in base a un manifesto, ma perché un manifesto del genere deve avere per presupposto la fiducia nella totale mancanza di cervello del target.
Non so se sono riuscita a spiegarmi, qui le brutte notizie oggi fioccano, cmq se trovo il manifesto incriminato lo fotografo  e lo aggiungo qua sotto.

Aggiunta: andate da Max e capirete tutto!


FarfallaDiVetro

febbraio 02, 2006 14:21

Entro in metro da Governament Centre verso Outbound, quindi pago un dollaro e 25 per un token. Guardo le facce da I-pod che ho di fronte, tutte perse ed uguali, adeguate allo scorrere inscatolato del tempo-città. Non cedo il posto ad altri, sono piena di borsine con la frutta per cena europea di stasera (ho anche le fragole della California).
Sale non so dove una ragazza che trovo bellissima: magra, capelli rossi morbidamente ricci, camicetta bianca e lunga gonna viola anni '70, anfibi ai piedi e occhiali leggeri che mettono in risalto gli occhi chiari e grandi. Mentre mi incanto a guardarla, lei guarda fuori, pensa lontano da me, e si mette a piangere. Silenziosamente, grosse lacrime senza scosse le rigano il viso bianco, e nell'indifferenza generale cominciano a bagnarle il collo della camicetta.
Resto un attimo immmobile come davanti ad un quadro, è bella anche quando piange, ma l'istinto (materno?) ha il sopravvento e le allungo un kleenex. Lei ringrazia, arrosisce e sorride tristemente. Forse l'ho disturbata, ho invaso con la realtà i suoi pensieri. Ma era troppo bella per stare ferma. Fragile e densa. Come la nebbia. 


FarfallaDiVetro

febbraio 01, 2006 10:13

Alla mia destra:
tre ricercatori di una certa età che stanno giocndo con google-earth (secondo loro: guglehhart).
"E Noale? Guarda si vede anche il fondovalle! E quello lì? E' il Piave? Ma va, sembra un mitocondrio! Anzi il pancreas! E quello? Ai bordi della ripresa la sfericità incide...non si vedono le valli...Canal San Bovo! Eh, però hanno trovato una bella giornata per fotografare dall'aereo..."
Ai post-eri l'ardua sentenza :)))

FarfallaDiVetro
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