
Molto bello, duro. Una prosa scritta col bisturi e che sa stupire di capitolo in capitolo. Una storia che non è mai una, che si riavvolge a spirale e scorre spezzata nelle anime dei protagonisti.
Violento, di quella violenza che i bambini sanno vedere e perseguire, perché non hanno coscienza del bene e del male. Crudele e ferino e così freddo insieme che si capisce
di cos'è fatto l'uomo.

C'è chi si fa il Martini alle 3 di notte, e chi gioca all'embolia gassosa con la CocaLight.
Io passo le notti sveglia con la tosse, che quando mi porta fuori dalla fase REM mi fa sognare che prendo una poltroncina azzurro-verde plastica e la lancio contro una finestra che si rompe. E lì mi sveglio mezza soffocata dal catarro.
Ieri ho mangiato la pizza con la mia AmicaAbilitata (secondaria superiore) che insiste perché mi abiliti anch'io:
"Son 2 anni d'inferno, ma poi lavori poco! E' un posto relativamente fisso. Hai tutti i pomeriggi liberi, pensi a te stessa... un giorno libero a metà settimana... due mesi di ferie..."
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Tutti i pomeriggi a casa!?!!!! Ma neanche per sogno!!! Con la tensione che si respira, con gli avvocati da chiamare, con la paura ogni volta che mi avvicino al garage, con le pulizie da fare!!
"Ma adesso lavori 10 ore a giorno! Non hai tempo per te!"
Vero. Ma piuttosto di stare a casa, mi troverei anche un lavoro serale.
Mi ricordo che lo dicevamo sempre alle elementari, era una frase che veniva dal DriveIn, credo.
Il massimo dei minimi.
Come mia zia ieri, che mi ha mostrato concretamente a quali bassezze si può arrivare non guardandosi mai in faccia.
Come papà che vuole fare le cose da papà, ma se gli chiedo di darmi una mano a prendere un mobile mi dice che mi devo arrangiare (“Non te poi farghelo fare a ………ah no, vero”)
Come l’amico di qualche giorno fa, che per consolarmi ha pensato bene di provarci, e quando gli ho chiesto se si era fatto di qualcosa si è discolpato dicendo che non ne aveva intenzione
“Mi è venuto automatico. Non volevo”
Sì, direi che calza.
Bè, non c'è che dire. Quando mi ci metto d'impegno mi riesce tutto. Compreso beccare un raffreddore potentissimo da aria confezionata. Ho tutti i sintomi decembrini: mal di gola, tosse grassa e insistente, naso colante e rosso come quello dei clowns. Qui spavento il capo e i colleghi (suoi) che mi lasciano godere il caldo afoso di queste giornate perché scappano dal virus rifugiandosi in biblioteca.Secondo il super contatore sciainistat, queste sono le ultime 15 visite al mio blog:
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Data |
Descrizione |
Paese |
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14.06.06 15:19:02 |
Telecom Italia Wireline Services |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 15:51:27 |
Universita' degli studi di padova |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 16:15:32 |
Tele2 italy s.a |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 17:29:48 |
Universita' degli studi di padova |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 17:35:46 |
Telecom Italia (ADSL) |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 17:36:45 |
Telecom Italia (ADSL) |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 17:42:20 |
Non disponibile |
Grecia |
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14.06.06 17:45:04 |
Iunet |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 17:59:53 |
Universita' degli studi di padova |
Repubblica Centraficana |
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14.06.06 18:41:48 |
Non disponibile |
Danimarca |
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14.06.06 19:29:51 |
Tele2 italy s.a |
Repubblica Centraficana |
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15.06.06 07:45:29 |
Boston university |
Afghanistan |
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15.06.06 09:05:41 |
Tiscali spa |
Repubblica Centraficana |
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15.06.06 09:10:45 |
Non disponibile |
Grecia |
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Che poi non è che sia tanto lontano dalla realtà 
Ho letto i vostri messaggi, ho sentito le vostre voci, ho risposto ai vostri abbracci.
Grazie, grazie a tutti per il sostegno e l'affetto che mi date.
In ordine di apparizione:
Grazie a Flound: sei una gradita sorpresa. Imparerò l'ottimismo; vuoi farmi da maestro?
Grazie a R99: conto su di te comunque.
Grazie a P: ho visto una ragazza e una bimba a mano oggi in stazione; la bimba si è voltata verso me, ha salutato e ha detto: "Questa è mia sorella. E io sono...SUA SORELLA?!?" Con gli occhi sgranati, quella bambina ha capito il segreto del nome: essendo sorelle, siamo la stessa cosa (mia psyché en duoin somatoin).
Grazie a E: è vero, sono fortunata. Mi serviva un punto di vista esterno che mi facesse accorgere di ciò che il dolore mi fa dare per scontato.
Grazie a Vivamiao: mi servivano proprio dei baciotti virtuali e la tua vitalità. Ti penserò spesso.
Grazie ad A.V., che non leggerà questo post perché odia i blog, ma conosce il valore di un abbraccio.
Grazie a A. e G. e gli altri, che mi raccolgono col cucchiaino (o l'aspirapolvere, a seconda) durante il weekend.
Sto un po' meglio, e, anche se non assicuro che il processo sarà lineare e senza cadute (di stile o altro), ho fiducia che starò bene e rifiorirò. Con il tempo che mi ci vuole, cercando di non sprecarlo a crogiolarmi in compagnia del dolore.
Un bacio

Homesickness, Magritte
Isn't anyone tryin to find me?
Won't someone please take me home.