maggio 31, 2007 15:31
Questo lo puoi dire, questo non si fa...
abbi iniziativa, non prendere iniziative...
Muoviti, no fermati, fai con calma...
Sorridi, sii seria...
Ma andate a fan****
FarfallaDiVetro
maggio 27, 2007 13:57
A volte bisogna staccare la spina e provare a recuperare un po' di dimensioni perse per non restare solo sulla superficie ma ricordarsi di avere un cuore e del buon sangue che ci dà il giro.
Sono andata 3 giorni in Toscana, ho preso un giorno di permesso dal finto lavoro e sono partita per il Chianti. Alleluja!! Finalmente un tocco di paradiso, verde e soleggiato, con curve morbide e ricche, così terrene e solide che ti accompagnano a contemplare il cielo e a perderti nel profume d'erba. La definizione di "incantevole" è finalmente giunta ad un esempio e non penso che lo scorderò tanto in fretta.
Ho fatto anche un giorno di mare di fronte all'Elba, tanto per fallire la "prova costume" e finalmente poter dire a tutte le pubblicità "già fatta. Hai finito di rompermi il cazzo ora?".
Poi la settimana appena passata: un colloquio a Milano (e sono stata scambiata 2 volte per milanese, segno che almeno il costume di scena era quello giusto), tanto lavoro giocato sul tiro-indietro-che-tanto-non-mi-pagano, e finalmente il fine settimana.
Ieri sera sono corsa alla Notte Bianca Universitaria a Cesena: la fonte d'attrazione era una lezione di Dario Fo, ma non essendo riuscita a entrare, mi sono goduta Cantastorie che mi raccontavano le avventure del Passatore e di altri briganti contro l'invasione piemontese, e di seguito Andrea Rivera.
Andrea Rivera il terrorista, secondo la gerarchia vaticana senza fantasia. Andrea Rivera il portavoce esemplare, capro espiatorio per eccellenza, di quei pochi italiani che ancora hanno voglia di parlare senza paura e non credono che la satira cambierà il mondo, ma almeno metterà un po' d'olio alle rotelle arrugginite dei nostri neuroni. Ne aveva per tutti: per il suo sindaco comunicatore senza scorza, per i nostri politici di merda, per le vallettine tutte culo all'ora di pranzo, per le Iene - iene con i poveracci ma pecore col padrone, e per questi preti istigati dal pastore tedesco che non sono mai stanchi di infilarsi sotto le nostre lenzuola. Me ne ricordo qualcuna cui ho applaudito forte, da cattolica che si è rotta le palle della dittatura teocratica, e mi è dispiaciuto che comunque la gente, tanta, che era lì, a qualcuna delle battute sentisse paura e applaudisse esitante. La mentalità del "taci che il duce t'ascolta" ci si è infilata nelle vene. Non mi va. Stiamo tanto a dire del velo delle islamiche, represse per antonomasia, ma noi tutti viviamo nascosti, bloccati e inibiti: a che mi serve essere libera di mettere la minigonna, se non sono libera da questi lacci che confondono la mortalità con la paura?
FarfallaDiVetro
maggio 25, 2007 14:08
Qui siamo in frigo. E uno s'è già "bloccato c'aa schiena".
Ho fatto la Pizia: loro non sopravviveranno al global warming, io sì.
Prometto, per il fine settimana scriverò qsa di più interessante, è che mi manca da morire il mio bloggino!!!
Ah, notizia di servizio:
IMPRO' PADOVA
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Martedì 5 giugno 2007
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di Montegrotto Terme
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FarfallaDiVetro
maggio 13, 2007 15:18
Intorcinata su me stessa, distratta comunque da ciò che sono, sopravvivo da un mesetto o poco più semplicemente con l'idea che ho di me stessa, che non è lo stesso.
Mi spiego, ma è dura, e se non vi interessa vi prego, passate oltre, tra un mese farò un post migliore.
Lavoro duramente, mi alzo prestissimo al mattino e torno tardi la sera. Ma non ho un lavoro. Ho uno stage. A fine marzo mi dicono che mi assumono, non sanno dove ma lo faranno, e a maggio (l'altro ioeri) viene fuori che il posto per me ci sarebbe, ma non quello per cui ho fatto i colloqui, ma un altro in sostituzione maternità. Che è già stata "usata" per metà perché la tipa che sostituiva c'era già, è che va via per la troppa tensione. E la filiale va male, per confermare il mio posto si dovrebbe aumentare notevolmente il fatturato entro la scadenza del contratto mio cioè settembre.
Tutto sto casino, i rapporti con i colleghi, uno francamente è una merda - e che io che tendo a non giudicare cassi completamente una persona in quanto tale, dovrebbe far riflettere sul serio - il lavoro che è difficile, a ritmi pazzi e con una mentalità tot.ly commerciale, fa riflettere e vivere sempre al limite, sempre in bilico.
Quindi.
Ricomincio. A inviare CV.
Ma nel frattempo non ho più pensato a me, a chi sono e sptt cosa desidero. Mi sono autosospesa dal confronto con la coscienza mentre sale come un'onda la lotta di classe. Che ora so cos'è, veramente. Sono chiusa come un riccio e nervosa tanto, neanche i trattamenti shatzu mi rilassano del tutto. E allontano tutti quelli con cui poteri vivere momenti sereni, perché mi vergogno. Sì, mi sento troppo indefinita per affrontare il mondo, troppo nervosa per poter davvero capire le persone, troppo concentrata su me stessa per dire qsa che non cominci con "io", troppo stanca per divertirmi.
In una parola, vivo in supreficie, sopravvivo nel vero senso della parola.
Buon dio, spaccherei tutto.
FarfallaDiVetro