Sono rimasta sola in ufficio.
La pioggia fa il rumore della friggitrice sui vetri.
Ansia e pace insieme...mi sa che sto bene! :)
Il rientro è per definizione traumatico.
Ma quando hai lo stomaco bucato dall’antinfiammatorio perché hai la gengiva grossa come un dito mignolo a causa del dente del giudizio che ha deciso di crescere mentre sei spaparanzata al sole
ecco, è ancora più traumatico.
Ieri sono riuscita a mangiare solo carote lesse, mi fa male aprire la bocca: qno già grida al miracolo, io resto buia.
A parte ciò…
Non mi sono riposata tantissimo, gli impegni coi parenti e co. sono stati molto pressanti. Ovviamente fummo trattate benissimo: venuti a prendere all’aeroporto e padrona di casa che ci prepara il sugo perché siamo arrivate ad ora di pranzo. Mi viene da pensare che la civiltà si sia fermata a Eboli, partendo da sotto ob.ly.
Tutto molto comodo, molto caldo, tanto che appena ho rimesso piede a Bologna mi sono sentita gelare. Anche in senso lato: rompo la pausa di riflessione con una delle scuse più banali del mondo, la richiesta di un indirizzo, credendo - cretina - che si comprendesse che volevo sentire come andava, se era tutto a posto, se magari si potevano scambiare 2 parole facetoface mentre prendevo su la pizza…e mi arriva un bel percorso con le indicazioni fino ai viali e da lì guardati attorno.
Grazie al cazzo.
Poi ci penso e mi ricordo che i maschi non capiscono un tubo di sottintesi, che bisogna sempre fargli i disegni…ma penso pure che se uno non dà nemmeno uno spiraglio alla sensibilità, manco chiede come stai o dice il tipico nessundisturbo, è perché non ne ha bisogno, quindi ok, ognuno al suo posto e ti saluto e sono.
Il mare giù era bellissimo, in alcuni momenti pareva d’essere alle Maldive: spiaggia bianca piccolissima, branchi di pescetti colorati, squali formato marmocchi che schizzano ovunque. Niente da dire, mi è rimasto sonno ma sarei rimasta per un’altra settimana. Poi mi riaccompagna IlDottore all’aeroporto, e a me viene in mente quello che ha detto mia sorella, che mi vuole bene solo perché sono io, senza risultati da raggiungere o aspettative da soddisfare. Mi viene ancora da piangere a pensarci. Meglio che vada a far finta di mangiare, và. Poi oggi pome provo a lavorare.

Finalmente, se sto editor lo permette, saluto tutti e parto. Con le donne di casa, of course.
Sono estremamente stanca, tanto che vorrei andarmi a infilare in mezzo alla foresta nera per almeno 10 giorni, e convivere solo con gli orsi e i cinghiali.
Sono stremata, ho una motofalciatrice nello stomaco che mi fa reagire in modo esagerato ad ogni colpo, ogni alzata di voce, ogni telefonata.
Vado in ferie nel mio posto preferito, dove vivono solo gli affetti, ma ho paura di essere sopraffatta e di non riuscire a tener botta, e la vicinanza forzata con mia madre non aiuta di certo.
Vado avanti che ho ancora tutto da fare. Non mancherò a nessuno, come sempre, e comunque torno davvero TROPPO presto.
Baci Baci