Ed eccomi qui, una vita che non scrivo di me.
Perché sono andata dalle stelle alla stelle nel giro di poco, perché sono in uno shaker.
L’altro we ho fatto un corso di conctat improvisation: è una forma molto fisica di teatro danza, un modo davvero splendido di entrare in contatto col proprio corpo, le emozioni e il corpo e le emozioni degli altri. Mi sono sentita al posto giusto, mi esprimevo in modo sciolto e con una flessuosità e morbidezza che di solito non manifesto. Di norma mi porto in giro il corpo come un male necessario; per quei 2 giorni, mentre mi faceva male ogni muscolo e articolazione, ero IN me.
Così tanto sciolta che il martedì a lezione ho fatto la mia prima scena sexy: roba che i miei compagni non ci credevano. Ripensandoci dopo, ero cmq un po’ frenatina, ma ci ho preso gusto, ho scoperto che mi piace fare l’ammaliatrice e che sono decisamente credibile nel ruolo.
Ma poi è arrivato venerdì, il giorno in cui finalmente rimettevo piede a Bologna (quante volte l’ho detto che lì mi sento veramente a casa?), in cui potevo vedere 2 spettacoli nuovi e sentirmi di nuovo dentro l’associazione. Ma il posto era difficile da trovare, in un quartiere tutto cemento armato e architetture squadrate e vie uguali con garage condominiali. I nostri compagni non rispondevano (“eh, la batteria…bionda con la minigonna…”) e ho chiamato l’ex che era di servizio…e mi ha risposto male. Io ci sono rimasta male, e quando me lo sono trovato davanti lo ho travolto con chiaro istinto omicida. E l’ho ucciso.
E che dire quindi. Che ho poi passato una serata di merda, che sabato non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto, che stavo talmente male e non riuscivo a staccarmene che ho dormito per 12 ore, cercando di affidare all’inconscio il compito di elaborare il casino.
Perciò non ho scritto: perché ogni considerazione sarebbe incasinata e scritta con parole stra-abusate da Liala e compagnia scadente. Perché per chiedersi perché continuiamo a farci male, perché siamo ancora così legati da sentirci traditi, perché non riusciamo ad accettare che semplicemente non era destino, bisogna proprio scendere nello sdolcinato da harmony. Ma è quello che mi gira per la testa, e finché non riuscirò a sentirmi un po’ più tranquilla e positiva, non penso sia il caso di scrivere. Se non cazzate.
Mi sono presa un po' di tempo per me, stamattina.
Mi hanno svegliato le campane (Messa al sabato? boh...) alle 9, ho fatto colazione, una lunga doccia, un po' di bucato e letto alcuni blog che non frequentavo da molto tempo.
La pausa è quasi finita, tra un po' c'è da mettere su la pasta, preparare la tavola ecc...
Ma oggi ho finalmente potuto fermarmi a pensare...
Al matrimonio di sabato scorso, all'invito alla festa di laurea di un'amica che non mi aspettavo proprio, ad un amico che è innamorato fino all'osso ma non vuole dirlo esplicitamente e dichiara un "sono più coinvolto di quello che credevo"...
All'avarizia della morosa-odiosa di A., che davanti al vestito stupendo della sorella della sposa ha saputo solo dire "avrà speso 500 euro per un vestito che mette una volta sola!"....al fatto che se A. vuole una donna del genere...bè, son cazzi suoi.
Alle parole della D., che sostiene che il mio essere anti-matrimonialista è una posizione temporanea, perché non ho ancora provato l'irresistibilità dell'amore...
Al fatto che solo pensandoci mi viene da scappare...
Al fatto che non sono proprio per niente innamorata adesso, e sento che mi manca qualcosa dentro... una fonte di calore...la coscienza che manca un passo, il cuore rigido...
Alla bravura incostestabile del nuovo maestro di teatro, che mi fa paura...e l'unico sistema per conviverci è farmelo piacere più di quello che è normale, in modo da riuscire almeno ad entrare in scena...
Alla voglia di muovermi e di restare immobile, al desiderare in sé...
Ad un oroscopo bellissimo, che mi ha quasi fatto commuovere, non ho idea del perché...
"Il pittore Jackson Pollock (1912-1956) è stato un pioniere. Invece di usare il cavalletto stendeva le sue tele sul pavimento. Invece di applicare il colore con il pennello, lo lasciava colare e poi usava tutto il suo corpo per dare forma alla sua creazione, strisciandoci e camminandoci sopra. A volte usava palette, bastoncini, pezzi di vetro e altri oggetti per manipolare ulteriormente il colore. È lui il tuo modello per la prossima settimana, Capricorno. Spero che ti incoraggerà a espandere il modo in cui realizzi le tue specialità. Prova nuove tecniche. Coinvolgiti di più nel processo. Sporcati e pasticcia più di quanto tu abbia fatto finora"