gennaio 31, 2008 09:20

Vi posto qui un'opera di un mio geniale compagnuccio di teatro. L'esercizio era scrivere una dichiarazione d'amore e una d'odio ad un oggetto, alla maniera di Shakespeare. Lui ha fatto questi capolavori, e li segnalo perché condivido la sua stessa passione e invidio il suo genio.

ODE ALLO SPINELLO

(di L.R. )

 

Canna, tromba, spinello… in quante guise io t’amo?
Soave è il tuo profumo e lieve rendi la mente
Obnubilati e leggiadri, noi te ringraziamo
Per le gioie che ci procuri illegalmente
 

Verde è il color che più ti dona
Verde splendente ma di bianco vestito
Verde come il fior che non perdona
E che in te lentamente viene arrostito
 

Soffice tu sei sulle punte delle dita
E leggero ti sento come una piuma
Ma se lunga e forte è la tua vita
Il mio senno insieme ad essa si consuma
 

 

 

 

 

Dannato cannone dalla doppia facciata
Odio e rifuggo il tuo fare suadente
Quella sporca bocca da tutti baciata
E quell’occhio di fuoco incandescente

Al solo tuo pensiero il disprezzo mi attanaglia
Orrido miscuglio di oblio e nicotina
Procurato con le grazie di una canaglia
E poi bruciato segretamente in cantina
 

Giace con te un grande, immenso potere
E un pericolo assai più duro
L’uno è di annullar meriggi e sere
L’altro di condurre fino al lato oscuro


FarfallaDiVetro
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gennaio 28, 2008 11:13

Allora…
sono successe un po’ di cose un questa settimana, e non tutte belle anzi.
La più degna di nota è senz’altro il furto con scasso del pc aziendale dalla mia auto: che dire, sfiga. Ma quello che più mi ha dato fastidio, più che la perdita in sé che è riparabile, è il fatto che mi abbiano rovistato tutto nell’abitacolo: CD buttati alla rinfusa, cassetti aperti, stradario strappato…sa tutto di sporco, proprio dopo una lezione bellissima di teatro: abbiamo fatto le dichiarazioni d’amore alla Shakespeare, incantevole anche se all’inizio ti sentivi un po’ cretino, sptt quando eri l’oggetto delle profferte.
I maschi alla fine sembravano sempre infojati, mentre noi donne eravamo di una purezza cristallina, anche quando siamo passati dall’amore all’odio. Che è molto più difficile da esprimere, perché ha la stessa forza del primo, ma non ne è il contrario, quindi ti devi attaccare ancora di più alla fisicità di chi hai davanti rischiando di ferirlo davvero (considerate che si può dare del “bolo fecale di iena carognosa”…)
A causa dello stress post traumatico, poi, ho fatto la tinta in casa ed ora i miei capelli sono rosso menopausa (dovevo uscire arancione). Tutti a dire che sto bene, io mi sento del colore dell’insegna dell’azienda, ma ormai è fatta e per i prossimi 3 mesi me lo tengo così. Allo spettacolo di sabato sera cmq una delle squadre si chiamava boccoli rossi, mi sa non del tutto per caso.
Venerdì sono uscita con D. e sono stata bene bene, sabato invece ero di staff a teatro e abbiamo fatto tutto esaurito!! 200 paganti, bravi tutti gli esordienti, ancora di più i “vecchi” e sptt tante coccole da M.-l’uomo-stufa che ne avevo proprio bisogno.
Non scherzo, facevo proprio freddo!

FarfallaDiVetro

gennaio 21, 2008 18:53

No, oggi proprio non gira. A parte le mie palle.
Domani vedo 3 persone, speriamo che vengano tutte! E sptt che vadano a fare il colloquio a MIlano, sennò mi fanno un culo enorme!
Ufff.....


FarfallaDiVetro
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gennaio 17, 2008 16:40

Ho trovato su questo blog un post carinissimo!
Lo faccio anch’io, si sa mai che diventi una moda!
Farfallesche attitudini:
FdV si impegna, ci si mette proprio di brutto, si sacrifica per farcela (ho da ieri concettualizzato che sono decisamente una Tassorosso, e mia sorella una Corvonero. Volevo essere anch’io una Corvonero!);
a FdV piace tantissimo leggere, non va a dormire senza aver letto almeno la confezione dello shampoo; di conseguenza, penso, è bravina a studiare.
FdV sa scassinare le serrature ed entrare dalle porte sul retro senza invito…sì, è il piano B nel caso restasi senza lavoro, di nuovo.
FdV guida discretamente e per lunghi tratti, dice sempre sì quando c’è da fare un piacere; FdV sa prendere diversi accenti e dialetti d’Italia, sa imitare l’accento inglese e quello americano, si arrangia con l’inglese. FdV ama la grammatica e parlare in modo forbito, scrive bei bigliettini d’auguri e incarta i regali di Natale con maestria.
FdV è brava a truccarsi (quando si trucca) e a truccare, sa rammendare.
FdV si ricorda agevolmente compleanni, anniversari, date e avvenimenti storici, è in grado di fare inferenze complesse e ha un buon intuito che la porta a capire abbastanza bene le persone.
Vetrose inettitudini:
FdV non sa tenere ordine, tenere pulito né pulire, non sa stirare, non sa cucire abiti. Non è in grado di costruire una relazione duratura con l’altro sesso né tenere segreti che non la riguardano. Non sa camminare in modo elegante né essere sexy, non sa vestirsi decentemente per più di 2gg di seguito, non sa dove mette le cose.
FdV non sa gestire lo stress prolungato, perde un mare di tempo, rimanda sempre al giorno/mese/anno/secolo dopo.
FdV è negata per l’amministrazione, per la matematica in ogni sua forma, le scienze in genere e non sa disegnare una linea retta neanche con la squadra.
FdV non sopporta i depressi, va fuori dai gangheri con i vecchi, è ruvida come la pomice. FdV non sa farsi la ceretta in casa, non sa piantare un chiodo senza fare almeno 3 buchi nel muro, non sa obbedire senza discutere né gestire in modo positivo i conflitti. Non sa fare bene il letto né il cambio-stagione, non sa sciare né stare al freddo. FdV non sta nella stessa stanza con una pianta volentieri, non sa come far vivere un bonsai se non evitandolo, non è in grado di estirpare le erbacce.


FarfallaDiVetro

gennaio 09, 2008 16:58

Ho iniziato Il quintetto di Buenos Aires (Montalban) a metà dicembre. E non va avanti. Credo sia la traduzione che non va – ho beccato qke nome sbagliato, qke riferimento incomprensibile. L’ho preso sull’onda del tango che ho imparato nei mesi scorsi, per sentire l’eco di una malinconia sensuale….ma non c’è nulla da fare: resta lì, con la sua inintelligibilità e, fondamentalmente, noia.
ho accolto quindi con gioia le pause concesse da un paio di regali: Non buttiamoci giù (Hornby) è stato letto tra il compleanno e capodanno, in sostanza nel momento esatto in cui i personaggi principali decidono di saltare. Considerando come mi sentivo, e mi sento, sola, è stata una buona idea, direi che ha teso al catartico. Pur non essendo affatto un libro per tirasi su, anzi, non è nemmeno finito.
Poi mi sono letta le favole della febbre, ovvero Harry Potter e i doni della morte mentre avevo l’influenza. Fine settimana devastante: la testa mi girava a mille, non stavo in piedi e l’autrice ha scritto almeno 200 pagine di troppo, ma volevo proprio vedere un’altra battaglia magica, e il duello finale era all’altezza di ciò che volevo leggere.
Ovvimente, in mezzo a questi ci stanno anche un tot di manga e il principiare un altro ragalo (Il teatro e il suo doppio, Artaud) che però pretende un’attenzione da studio, non da passeggiata. D’altronde passione in latino si dice studium, cos’altro potrei fare?


FarfallaDiVetro