giugno 24, 2009 10:46

Allora…non è che non volessi raccontare anche all’altra parte del mondo, ma ho raccontato così tanto l’esperienza del provino che un po’ ne sono stanca. Sptt perché è venuta fuori una delle parti di me che più odio, cioè quella troppo emotiva, che non riesce a controllare lo stato di tensione e manda tutto a FC.
Al mattino prova di danza con maestro asiatico-londinese che avrà più di 40 anni ma non ha problemi di spaccate. Ci fa provare dei pezzi di una coreografia del musical ed è divertente, mentre cerco di mettermi in fondo finisco quasi in prima fila e mi piace, mi fa ridere. Tendo il tempo, lancio le gambe, mi ricordo le gambe (poi me le scordo subito, ma intanto almeno un giro l’ho preso) etc. Poi pausa e prova di tip tap: nessuno l’ha mai fatto, ci spiega e rispiega 2 passi base, vede come li facciamo e “basta così grazie, sono a posto”
J Poveretto! Ci danno quindi l’appuntamento per il quarto d’ora individuale di canto e recitazione. Fuori, oltre alle mie amiche canterine, è pieno di bambini: 20 anni, 19, iper saccenti e che sanno tutto loro. Cerco di rispondere a modo a una che mi chiede se sono stata DAVVERO ad Harward, perché lei è andata a Oxford e non ha solo comprato la maglia perché era in gita…. Sono stata brava, non l’ho nemmeno morsa.
Nel frattempo, a tip tap, mi sono fatta male alla gamba: era una settimana che il ginocchio mi voleva uscire, e l’aver spostato male il peso mi ha strappato a livello dell’anca. Sono tornata a casa in bici che non sentivo più il piede, e –grossissimissimo errore – ho invitato le amiche canterine a casa a provare. Ascolto C. che canta Zingara (da Notre Dome) e un’altra molto spiritual da Rent: sono senza parole, canta da Dio, sembra di ascoltare il cd originale. Né sbavature, né cali, un po’ di variazioni ed è semplicemente perfetta. Perdo tutta la mia fragile autostima d’un colpo, capisco che la cosa è davvero troppo lontana e quasi non mi presento più al pomeriggio.
Poi ci vado, mi spiace meno fare una figura di merda che saltare, e canto male. Ma proprio malissimo, che così male le canzoni non m’erano mai venute. Ho la voce bloccata, lo stomaco a pezzi e mi sento uno schifo. Mi dimentico perfino i testi e invento molto, perciò amen. La sera prima avevo chiesto di non avere nessuno attorno, e ovviamente ho avuto la presentazione ufficiale del moroso alla mamma, che poi lunedì ha trovato il modo di scaricarmi addosso tutto il malanimo e il veleno che aveva in corpo; sono riuscita a litigare col moroso MENTRE eravamo a letto; mi è rimasta la cena sullo stomaco.
Va bè, credo che mi buttino fuori a pedate e invece mi fanno prendere su una bigliettino con una frase, e poi un altro in cui c’è il modo di dirla. L’improvvisazione mi diverte, devo fare il papa e ci metto tutti gli echi come se fossi all’angelus. In seguito A. – regista e cantante lirico professionista – butta una sedia a terra e mi ci devo sedere sopra senza toccarla. Ricordo l’esercizio, ma non la soluzione, perciò reagisco improvvisando e ne viene fuori pure una bella scena. Esco non contenta ma almeno sollevata che sia finita, e convinta che nel giro di poco si aprirà il cassetto della vergogna quando A. mi richiama. Vogliono vedere se in repertorio ho qsa di comico!! Alla fine il bilancio resta negativo: non mi piace affrontare una prova già non al massimo delle mie capacità psico-fisiche, ma in più mi odio proprio quando non sono  in grado di sostenere la tensione e mi taglio le gambe da sola.
La soddisfazione però è duplice: la danza mi ha svegliato un po’ i muscoli e mi ha ricordato che mi piace muovermi a tempo, guardarmi allo specchio mentre faccio le facce e saltello sui piedi. La parte recitata è venuta bene, mi sono fatta notare proprio per la specialità in cui mi presentavo, e mi sono ricordata che qno non molto tempo fa mi ha detto che ho buone doti teatrali.
Non so se avrò mai la possibilità di fare un altro provino, so di essermela giocata male, ma almeno mi sento bene perché ho implicitamente ricevuto una conferma che l’espressione artistica che ho scelto è quella giusta per me.


FarfallaDiVetro

giugno 17, 2009 17:42

CambiScena

 

Buona la prima!

 


FarfallaDiVetro
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giugno 12, 2009 12:38

Poi uno dice non hai mai tempo, hai ola casa che è un bordello non ti sei nemmeno fatta le lavatrici.
Ma i we devono essere tutti adeguatamente spartiti tra gli affetti, che nessuno si senta offeso e che io possa ricaricarmi un po’. Quindi alla fine l’unica non contenta sono io, che non passo tempo qualitativamente e quantitativamente sufficiente con nessuno. E solo xchè ho le prove domenica. Quindi colpa mia, devo avere i we liberi x poterli dedicare agli altri, sia quelli di cui ho bisogno sia quelli che hanno bisogno di me. Ottimo, sono già così stanca che sarò una belva con tutti e 2, proprio xchè ho tantissima voglia di stare tranquilla, di stare in silenzio vicino a lui e godermi il semplice fatto che c’è, di parlare con calma -  senza sentire accuse stronze -  con mia mamma e sptt di pace. Invece devo correre, in lungo e in largo, senza mai riuscire davvero a toccare qno.
Grazie entrambi per gli sforzi, proprio gentili. Chiederò a Sant’Antonio di farmi ritrovare l’equilibrio, perso chissà dove. Magari gli chiedo anche le canzoni per il provino, visto che non arrivano!


FarfallaDiVetro
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giugno 05, 2009 09:48

Scrivo quando mi sento sola, per gridare a voce alta i miei pensieri senza disturbare nessuno.
Scrivo il blog quando devo fissare emozioni che mi sfuggono se solo sentite o peggio ancora sognate (mo' ieri notte: si può avere figli solo dal migliore amico così la prima parola che dirà avrà a che fare con la musica. Jung? Ci sei?).
Scrivo per dire come mi sento a me stessa, e alle xsone che pasano per caso insieme a quelle che mi vogliono bene.
Ma non ho mai pubblicato una ricetta. Eppure a me piace un sacco cucinare, è che non sono creativa: sono diligente, faccio le mie cosine x benino e mangio moderatamente sano. Quando sono sotto gastrite poi...
Va bè, l'occasione è stata data da una brutta notizia, una notizia che mi ha prima colpito come uno schiaffo e poi mi ha fatto incazzare. L'esito dell'incazzo di solito è il dolore, ma siccome nn ho colpe ho deciso di nn addolorarmi troppo e di coccolarmi. Perciò sono uscita dal lavoro abbastanza presto, sono andata da NaturaSì che x me è un luogo di perdizione assoluta: in mezzo all'odore della casa di Serena (quello che associerò sempre, malgrado la prova contraria, ai matrimoni ben riusciti) ho girato perdendomi tra hummus di alghe già pronto, zuppa di miso con tofu, tahina, farine di ogni genere, lievito strano, seitan...E' tutto bello ed infinitamente caro, perciò mi sono permessa poche cosine che cmq hanno spolpato l'esiguo resto nel mio portafoglio provato dal parrucchiere (ah sì, sono liscia ora, con un po' di boccoletti finti in fondo): insalata e pomodorini biologici, svizzere di pollo no OGM, marmellata di arance e fragole, gallette di mais e pasta sfoglia finta.
Per finire un po' di avanzi del mancato we al mare e i finocchi che mi ha dato la mamma ho iniziato a fare un rotolo con la pasta sfoglia finta, farcita con prosciutto crudo, finocchi sbollentati e poi tagliati fini fini e mescolati al philadelphia e pepe. In forno 20 minuti e poi mi sono scottata la lingua perchè ormai erano passate le 9 ed avevo una fame da sbrego! 
Copiate pure! Va bene con la gastrite!

FarfallaDiVetro