settembre 11, 2009 12:31

Ho fatto un incubo stanotte,
proprio uno di quegli incubi che ti svegli sudata e impaurita. 
E stranamente non ricordavo nulla, fin dal primo secondo di risveglio.
...
Secondo me è perchè ho cenato con una sigaretta.

FarfallaDiVetro
commenti (2)¦ commenti (2)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni

settembre 08, 2009 10:32

Sarà xchè stanotte – o stamattina presto – mi sono sognata che andavo in Croazia con L. e P. e M. Ingegnere Scemo e c’era pure un ragazzino biondo (quello di X-Men) e che L. tradiva la sua donna con me – ho proprio sentito la sensazione dei baci, la lingua accarezzata…boh, di un realismo che non credevo possibile (con i nostri veri caratteri: lui brusco e affidabile io tenera e aggressiva che ci diciamo che M. sfagiolerà tutto appena si torna in città);
sarà perché C. mi ha detto che sta con A.Maestro  ed è felicissima e io, anche se già lo sapevo e se sono felice x lei, ho sentito una voglia di piangere pazzesca e mi sono sentita sola e abbandonata;
sarà perché ho passato la domenica pomeriggio a fare i cubi per la scenografia e mi sono divertita un casino a levigare il legno e a passare un pomeriggio con 3 uomini senza parlare di matrimoni e bambini in arrivo e gioie domestiche;
sarà che B. mi dice che sto reagendo anche troppo bene,
ma mi rendo conto di essere molto vulnerabile e di aver bisogno di qno vicino, e mi sto domandando se ho fatto la scelta giusta o se continuo a non capire un ca**o della vita.


FarfallaDiVetro
commenti (1)¦ commenti (1)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, momenti

giugno 24, 2009 10:46

Allora…non è che non volessi raccontare anche all’altra parte del mondo, ma ho raccontato così tanto l’esperienza del provino che un po’ ne sono stanca. Sptt perché è venuta fuori una delle parti di me che più odio, cioè quella troppo emotiva, che non riesce a controllare lo stato di tensione e manda tutto a FC.
Al mattino prova di danza con maestro asiatico-londinese che avrà più di 40 anni ma non ha problemi di spaccate. Ci fa provare dei pezzi di una coreografia del musical ed è divertente, mentre cerco di mettermi in fondo finisco quasi in prima fila e mi piace, mi fa ridere. Tendo il tempo, lancio le gambe, mi ricordo le gambe (poi me le scordo subito, ma intanto almeno un giro l’ho preso) etc. Poi pausa e prova di tip tap: nessuno l’ha mai fatto, ci spiega e rispiega 2 passi base, vede come li facciamo e “basta così grazie, sono a posto”
J Poveretto! Ci danno quindi l’appuntamento per il quarto d’ora individuale di canto e recitazione. Fuori, oltre alle mie amiche canterine, è pieno di bambini: 20 anni, 19, iper saccenti e che sanno tutto loro. Cerco di rispondere a modo a una che mi chiede se sono stata DAVVERO ad Harward, perché lei è andata a Oxford e non ha solo comprato la maglia perché era in gita…. Sono stata brava, non l’ho nemmeno morsa.
Nel frattempo, a tip tap, mi sono fatta male alla gamba: era una settimana che il ginocchio mi voleva uscire, e l’aver spostato male il peso mi ha strappato a livello dell’anca. Sono tornata a casa in bici che non sentivo più il piede, e –grossissimissimo errore – ho invitato le amiche canterine a casa a provare. Ascolto C. che canta Zingara (da Notre Dome) e un’altra molto spiritual da Rent: sono senza parole, canta da Dio, sembra di ascoltare il cd originale. Né sbavature, né cali, un po’ di variazioni ed è semplicemente perfetta. Perdo tutta la mia fragile autostima d’un colpo, capisco che la cosa è davvero troppo lontana e quasi non mi presento più al pomeriggio.
Poi ci vado, mi spiace meno fare una figura di merda che saltare, e canto male. Ma proprio malissimo, che così male le canzoni non m’erano mai venute. Ho la voce bloccata, lo stomaco a pezzi e mi sento uno schifo. Mi dimentico perfino i testi e invento molto, perciò amen. La sera prima avevo chiesto di non avere nessuno attorno, e ovviamente ho avuto la presentazione ufficiale del moroso alla mamma, che poi lunedì ha trovato il modo di scaricarmi addosso tutto il malanimo e il veleno che aveva in corpo; sono riuscita a litigare col moroso MENTRE eravamo a letto; mi è rimasta la cena sullo stomaco.
Va bè, credo che mi buttino fuori a pedate e invece mi fanno prendere su una bigliettino con una frase, e poi un altro in cui c’è il modo di dirla. L’improvvisazione mi diverte, devo fare il papa e ci metto tutti gli echi come se fossi all’angelus. In seguito A. – regista e cantante lirico professionista – butta una sedia a terra e mi ci devo sedere sopra senza toccarla. Ricordo l’esercizio, ma non la soluzione, perciò reagisco improvvisando e ne viene fuori pure una bella scena. Esco non contenta ma almeno sollevata che sia finita, e convinta che nel giro di poco si aprirà il cassetto della vergogna quando A. mi richiama. Vogliono vedere se in repertorio ho qsa di comico!! Alla fine il bilancio resta negativo: non mi piace affrontare una prova già non al massimo delle mie capacità psico-fisiche, ma in più mi odio proprio quando non sono  in grado di sostenere la tensione e mi taglio le gambe da sola.
La soddisfazione però è duplice: la danza mi ha svegliato un po’ i muscoli e mi ha ricordato che mi piace muovermi a tempo, guardarmi allo specchio mentre faccio le facce e saltello sui piedi. La parte recitata è venuta bene, mi sono fatta notare proprio per la specialità in cui mi presentavo, e mi sono ricordata che qno non molto tempo fa mi ha detto che ho buone doti teatrali.
Non so se avrò mai la possibilità di fare un altro provino, so di essermela giocata male, ma almeno mi sento bene perché ho implicitamente ricevuto una conferma che l’espressione artistica che ho scelto è quella giusta per me.


FarfallaDiVetro
commenti (1)¦ commenti (1)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, momenti, recente passato

giugno 05, 2009 09:48

Scrivo quando mi sento sola, per gridare a voce alta i miei pensieri senza disturbare nessuno.
Scrivo il blog quando devo fissare emozioni che mi sfuggono se solo sentite o peggio ancora sognate (mo' ieri notte: si può avere figli solo dal migliore amico così la prima parola che dirà avrà a che fare con la musica. Jung? Ci sei?).
Scrivo per dire come mi sento a me stessa, e alle xsone che pasano per caso insieme a quelle che mi vogliono bene.
Ma non ho mai pubblicato una ricetta. Eppure a me piace un sacco cucinare, è che non sono creativa: sono diligente, faccio le mie cosine x benino e mangio moderatamente sano. Quando sono sotto gastrite poi...
Va bè, l'occasione è stata data da una brutta notizia, una notizia che mi ha prima colpito come uno schiaffo e poi mi ha fatto incazzare. L'esito dell'incazzo di solito è il dolore, ma siccome nn ho colpe ho deciso di nn addolorarmi troppo e di coccolarmi. Perciò sono uscita dal lavoro abbastanza presto, sono andata da NaturaSì che x me è un luogo di perdizione assoluta: in mezzo all'odore della casa di Serena (quello che associerò sempre, malgrado la prova contraria, ai matrimoni ben riusciti) ho girato perdendomi tra hummus di alghe già pronto, zuppa di miso con tofu, tahina, farine di ogni genere, lievito strano, seitan...E' tutto bello ed infinitamente caro, perciò mi sono permessa poche cosine che cmq hanno spolpato l'esiguo resto nel mio portafoglio provato dal parrucchiere (ah sì, sono liscia ora, con un po' di boccoletti finti in fondo): insalata e pomodorini biologici, svizzere di pollo no OGM, marmellata di arance e fragole, gallette di mais e pasta sfoglia finta.
Per finire un po' di avanzi del mancato we al mare e i finocchi che mi ha dato la mamma ho iniziato a fare un rotolo con la pasta sfoglia finta, farcita con prosciutto crudo, finocchi sbollentati e poi tagliati fini fini e mescolati al philadelphia e pepe. In forno 20 minuti e poi mi sono scottata la lingua perchè ormai erano passate le 9 ed avevo una fame da sbrego! 
Copiate pure! Va bene con la gastrite!

FarfallaDiVetro

maggio 06, 2009 15:06

Di questo sono fatti i miei sogni da un po’ a questa parte. E in realtà non sogno mai il mio dispensatore ufficiale di tali necessità. Sempre qn’altro.
L’altra notte M. – che io identificherò sempre con il sesso anche se non l’ho mai testato se non ballando (brutto sì, ma sexy che non avete idea) – che mi stava sopra e mi riempiva di coccole e baci su tutto il viso. E poi anche L.Maestro, ma non ricordo bene ora come, so che quando l’ho visto ieri sera avevo voglia di sedermici in braccio e farmi struccagnare come si deve.
Poi ieri notte, A. Maestro – che è carinissimo di suo (moro occhi verdi), tanto dolce e pacioccoso, ora sbarbato e sptt single dopo 3 anni di convivenza. Cmq, ero in braccio suo – nel sogno - a sbaciucchiarlo teneramente, ma era un raduno imprò e quindi veniva gente a metterci dentro una scena. Arrivava M. con un costume tipo samurai ma che lo lasciava tutto scoperto davanti, soprattutto le parti intime, urlando e facendo una domanda. Io risolvo la situazione baciando A. teatralmente e violentemente – x finta cioè – e lui mi diceva su. Si allontanava dentro, pur tenendomi sempre in braccio e continuando a baciarmi dolcemente, ma io mi sentivo di aver rovinato tutto.

Nei sogni ogni personaggio è parte di me, sono sempre io, io che ho bisogno di coccole, di sentirmi al centro e abbracciata, compresa. Io che abbraccio, che ho bisogno di dare, di mettere al centro e coccolare.
Ed è chiaro che cosa mi manca. Io continuo a dirlo, ma chi dovrebbe ascoltare e prendersi cura di me, se ne rende conto quanto me?
Per fortuna che vado dall’analista oggi

FarfallaDiVetro
commenti (2)¦ commenti (2)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, adesso

aprile 28, 2009 11:47

Stavo pensando…
perché ho letto un post di una meta-filosofa, molto filodossa per quello che mi riguarda, cui non commento più niente xchè è davvero troppo snob per i miei gusti…
stavo pensando – dicevo – davanti a quel post iper incasinato e concettoso, alla femminilità che la società ci impone come massimamente sviluppata nella maternità, alla paternità che manca molto di definizione - al contrario, e non è molto collegata alla mascolinità – e a chi non vuole essere né l’una né l’altro. Chi non ha figli, specie se donna, viene vista spesso come sviluppata a metà, come avesse rinunciato ad una parte importantissima della sua funzione sociale e del suo essere. Se un uomo non ha figli, non vedo, nn ho mai visto per lo meno, reazioni così viscerali. Per questo chi non ne vuole rivendica la sua autonomia di corpo e pensiero etc etc…
E chi ne vuole invece? È solo vittima degli stereotipi e della pressione sociale? Io non credo: anticipo che la cosa mi tocca molto da vicino volendo io averne e sentendo che sono abbondantemente in ritardo sulla mia personale tabella di marcia, ma non credo che sia solo questione di perpetrare degli stereotipi imposti dall’alto.
Parlando di me e basta, com’è normale che sia in un blog, io ho sempre dato per scontato che avrei avuto dei figli (non uno solo, eh?) e quando mi si è posto davanti il fatto che compiuti i 30 anni, non avevo né il fidanzato né un lavoro fisso né una casa, bè…ho cominciato a non darlo proprio per scontato. Ora anzi vedo come più realistica la possibilità di stare senza, poiché non credo che sia morale – giusto per me – voler avere un figlio senza una coppia antecedente che abbia un progetto di vita comune.
A me, se guardo il grafico della mia esistenza fino ad ora, non è andata molto bene: non posso avere entrambe le cose (coppia con progetto e prole) per decorrenza dei termini e come è nel mio carattere, preferisco cioè il reale all’ideale, mi concentro su ciò su cui posso lavorare (la coppia). Non sono felice per questo, mi accontento e procedo con quello che ho, sperando che la vita mi sorprenda, ma ripeto, non credo sia solo questione di pressione sociale. Io credo fermamente, perché sono il mio corpo e la mia anima a dirmelo, che il mio destino si declini con dei figli da tirar su, e se questo non avverrà mi arrangerò con quello che c’è.


FarfallaDiVetro
commenti (1)¦ commenti (1)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, opinioni inutili

ottobre 13, 2008 18:02

Al momento è la sfiga che esagera...non so se seguo proprio alla lettera...


Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)

La prossima settimana, Capricorno, cerca di essere una versione più dilatata e intensa di te stesso. In altre parole, fa' quello che solo tu sai fare, ma ancora meglio e con più chiarezza del solito. Per esempio, se sei un organizzatore emotivamente intelligente e sei molto abile nel fare ordine, organizza con più eleganza del solito. Se la tua specialità è costruire strutture che tirano fuori il meglio dagli altri, sfrutta al massimo questa tua capacità. È il momento ideale per esagerare, perché hai più potere del solito di cambiare il mondo che ti circonda.


FarfallaDiVetro
commenti ¦ commenti (popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, oroscopo

settembre 18, 2008 18:35

Tornare a scrivere dopo tanto tempo è traumatico, come andare dal dentista dopo anni. Trovi mille scuse per procrastinare, anche se ne hai un bisogno pazzesco, e ti muovi solo se hai un buon motivo. Buonissimo magari. Una carie che ti tiene sveglio tutta la notte. Il dente del giudizio che ha fatto da talpa nella tua guancia...un dolore enorme insomma.
Grazie a Dio per tornare a scrivere serve un bel momento di gioia. Che prende le gambe il sangue la voce di Jovanotti.
Sono stata al concerto all'Arena ieri, e - malgrado la vioce del mio migliore amico in testa mi dica che sto bestemmiando - è stato il più bello che abbia mai visto. Quell'uomo è energia pura, non si risparmia un secondo sul palco. Ti dà tutto e se la gode come un matto mentre balla un tango a modo suo o mentre salta come un indemoniato. Ha dei musicisti favolosi: non mi era mai capitato di sentire 2 assoli di batteria con tutti quei contro c... e in platea era veramente pieno di bambini.
C'era un freddo che te lo raccomando, ma mi sono messa a ballare uin casino fino a restare in maglietta. E poi le canzoni nuove, che sono orgasmi, e quelle vecchie che oddio le so tutte!! E la salma in fianco a me che mi chiede di spostarmi che non vede bene. Da seduta. Ma soprassediamo.
Sentire come si buttava, come si dedicava al pubblico mi ha ricordato, se ancora ne avessi bisogno, quanto mi piace stare su un palco, quanto sono presa, in estasi, quando divento un'altra persona, e quanto sto ad ascoltare chi mi guarda.
L'unica nota un po', ma nemmeno tanto, stonata è stata l'assenza del moroso, che con tutte qualle canzoni iper romanticissime ci sarebbe proprio stato bene. Ma alla fine ho pensato che ogni volta che mi sono proprio goduta tanto un concerto ero da sola. Con gli amici, come stavolta, ma cmq "in single".
Anche ultra bene senza A. che non mi avvisava di ciò che stava x succedere, quali strumenti stavano cambiando e perché etc...
Una dose di energia, di carica positiva, tutto bello proprio. Anzi, figata!


FarfallaDiVetro
commenti ¦ commenti (popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, adesso, recente passato

luglio 24, 2008 20:37

Dire com'è andata ieri sera è difficile, se non impossibile.
Bene, fino a un certo punto, un po' peggio poi, ma ci siamo divertiti tutti.
Ho giocato più x me che per la squadra, ma dopo le serate passate a dar testate al muro e a litigare ho detto basta, ed è stato molto meglio così. Oggi ero divelta, stanchissima, tanto che uscita dall'ufficio dovevo andare a casa della mia compagna di banco e non ho trovato la strada....non mi ricordavo proprio più.
Merda, sono andata in panico ed ho sbagliato due e poi tre volte prima di prenderci.
Cmq - questo post è volutamente  incomprensibile- devo dire a chi sa che questi, anche se pochissimi, sono i soldi più belli che abbia mai guadagnato.


FarfallaDiVetro
commenti ¦ commenti (popup) ¦ Permalink ¦ categoria : sogni, recente passato

maggio 28, 2008 11:18

Dire del saggio è difficile, perché è stato un momento bellissimo.
C’eravamo tutti, ci siamo scaldati prima col nostro maestro poi abbiamo deciso quale sarebbe stato il cavallo di battaglia da mostrare al pubblico.
Pubblico che era tanto. Avevo la maglia blu, come in maratona e stavo morendo di paura.
Poi il turno del primo anno – che è stupendo! Hanno 10mila idee e le tirano fuori tutte insieme! – poi esercizio  con i coach assegnati per scaldare la voce, c’era paura che non la tirassimo fuori sul palco!  E la frase del titolo l’abbiamo cantata a nastro, prima piano, poi forte, poi fortissimo, poi come se dovessimo enunciare un teorema di matematica, poi come un canto rivoluzionario, poi come una ninna nanna, poi…come se dovessimo dirla al nostro amore. E mi è venuto in mente un viso solo, e sono stata contenta. Poi ad un amore perduto e poi sempre più piano fino a spegnerci.
Sul palco sono entrata x seconda, a far cazzate, salvata dal genio Leonardo. Poi ho fatto la fiaba con gli altri, che non ci credevo ma è venuta benissimo (mi sembrava normale…) malgrado il suggerimento del pubblico: animale da cortile = RANA.
Ci sono state scene stupende, momenti in cui ho pensato che i miei compagni sono dei geni dell’improvvisazione (Soap Opera con Baccalà: “Noi Fergusson porteremo il baccalà laddove non è mai arrivato! A Vicenza!”) in cui li ho visti costruire una Shakespeare comica e un musical senza musica. Nel muto ho fatto il ladro che viene scoperto e rincorso (ci siamo messi a correre nello stesso momento) e sptt ho sentito la gioia pura, il divertimento e l’energia di essere tutti insieme sul palco!!
E’ stata la serata di imprò più bella in assoluto, continuiamo a mandarci mail per dire quanto siamo felici, e stamattina il mio “mentore” (il maestro del mio maestro) mi ha mandato questo sms:
“…Siete stati tutti – anche se con varie declinazioni – bravi. Senza voler sostituirmi ai tuoi insegnati: hai mostrato, oltre a una stupenda presenza scenica, anche discrete qualità improvvisative, spirito di sacrificio e senso per la storia, insomma la tua porca figura l’hai fatta come diciamo qui al Rotary. Mission per il futuro, anche se ho l’idea di non essere il primo che te lo dice: essere più indulgente verso il fallimento, tuo e degli altri”

FarfallaDiVetro