gennaio 24, 2007 12:50

A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è


Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è


un senso di te


mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso do te
mmm...mmm...mmm...mmm...

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è
Un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...
Un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso di te

(Elisa)


FarfallaDiVetro
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gennaio 18, 2007 13:07

Cantare, sul ritornello di Seven Nations Army (poo-po-po-po-po-poo-poo)
"Non ne ho voglia mezza..."

FarfallaDiVetro
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gennaio 15, 2007 10:38

Non sapevo quanto potesse essere bello strasene a leggere tesine in treno con la musica che vuoi nelle orecchie. Sì, per voi iper tecnologici solipsisti sarà normale, ma io non sono mai stata il tipo da cuffiette. In treno dormo o leggo, a volte tutt'e 2 le cose contemporaneamente, ma di norma non ascolto.
E ciò fa sì che io non sappia comportarmi secondo le regole del galateo moderno: a me scappa di cantare!! Provo a mettermi la sciarpa, abbassare le spalle e concentrarmi nella lettura a mo' di armadillo, ma poi arriva qualcosa che mi piace da morire e scappa una frase, un ritornello abbozzato sottovoce o peggio di tutto un acuto scendendo le scale.
Però come prima volta è andata bene: ho fatto solo 4 figure di merda in 2 mezzi di trasporto!




FarfallaDiVetro

maggio 15, 2006 16:05

Da un po’ di tempo incrocio in treno una mia compagna di classe del liceo che fa pratica legale a Padova, e mi fa ovviamente venire in mente i tempi della scuola. L’altro giorno mi ha parlato della gita a Firenze -II liceo, 3 gg con i prof. di italiano e matematica- e di quella a Vienna -I liceo, noi e 2 classi. Le gite sono sempre state la nostra croce:non eravamo una bella classe, neanche simpatica. Eravamo 24 fighette (maschi compresi) con delle forti differenze di stato sociale che si evidenziavano in simpatie, amicizie, scuola media frequentata, mezzo di trasporto per venire a scuola, vizio del fumo, morosi più o meno altolocati.
Per quanto mi riguarda, ero una sfigata. Totale. Fino ai 16 anni.
Poi non so cosa mi abbia trasformato -agli occhi dei miei compagni soltanto, perché per me non cambiava nulla- in una specie di geisha che faceva sbavare e fare la fila per un massaggio al collo. In realtà non ero nulla di tutto ciò, sptt la loro fantasia malata d'oriente.
Solo che in gita hanno scoperto che avevo anch’io il morosetto, che sapevo fare  massaggi alla schiena, che non davo troppo fastidio mentre gli altri si ubriacavano con liquori procurati chissà dove, che avevo le gambe.
E adesso, a quasi 10 anni di distanza, rivedo questa qui, futuro avvocato come l’80% della classe, una delle poche non sposate che mi parla, cosa che all’epoca non faceva, e in più mi racconta le gite come le ha viste lei. Molto diverse dalle mie. Già. Poi ve ne parlo.

FarfallaDiVetro

aprile 20, 2006 13:56

Va bé che ieri mi sono divertita un sacco (e anche un po' ubriacata) al blog-aperitivo seguito da presentazione del libro  tanto da estendere la nozione di "arrivo a casa dopo cena" fino a mezzanotte, e che 'sta mattina mi sono svegliata mea sponte alle 6 e mezza lucida e affamata, e che ho fatto credere al mio capo che ieri l'università fosse chiusa per avere un giorno di ferie in più...
MA 
Ho trovato casino per strada (sette del mattino e trattori, binomio primaverile)
Si è bloccato il treno per rottura della linea (bel ritardo ma non tremendo)
L'autobus ha sbagliato strada!! Inversione a U in pieno traffico di Corso Garibaldi con concerto per claxon in Fa(n'culo) maggiore

Che dire: ora ho fame.

FarfallaDiVetro

aprile 03, 2006 11:01

Che dire della settimana appena trascorsa: impegnativa, sclerotica, tutta sui treni.. stressante fondamentalmente.
È iniziato tutto mercoledì, con un’alzataccia alle 6.00 che mi sta diventando sempre più consueta. Sono andata a lavorare in treno (2 treni) e alle 17.04 partenza per Roma. Vicino a me c’è un signore di Udine che mi racconta la storia della sua vita, dei suoi figli e della sua compagna che ora è in analisi. Mi fa pure leggere una poesia e mi chiede di evidenziarne i simboli. Così per 4 ore.
Arrivo vs le 21.30, affamata, stanca, e alla stazione mi aspetta OcchiVerdi già col biglietto della metro per me. Gentile come un cavaliere delle fiabe, oltre a ospitarmi a casa sua, a farmi da mangiare, mi cede il suo enorme letto (lui è più di 1,90 mentre io sono un tappo che si perde nell’erba alta).
Giovedì mattino sveglia presto, colazione ricchissima con la super marmellata della nonna fichi e prugne,
tailleur e partenza per il convegno al Ministero degli Affari Esteri (figata eh! Ho visto il ministro scendere dall’auto blu: è cotto in faccia, lucido e marrone come il pavimento del salotto).
Convegno lungo e abbastanza noioso, ci sono solo io per la mia università, e dopo aver capito come girava il vento ho detto le 10 parole che servivano a portare a casa (spero) qualche progetto (leggi: soldi).
Esco abbastanza presto (avevo un’orchite gravissima) e OcchiVerdi mi porta la valigia in stazione (l’ho detto che è troooppo gentile!) e pure qualche amico di mia sorella che non vedevo da tempo.
Saluti e abbracci, si riparte per Bologna, a cercare di dormire un po’ più della notte precedente, spesa a parlare con mia madre dei comportamenti infami di alcune persone sul posto di lavoro e del fatto che la tappa felsinea non era parte del mio dovere e di conseguenza era peccato.
Venerdì mi sveglio tardi, si fa un giro straveloce in piazzola e mi rimetto sul treno alla volta di Padova, dove mi aspetta la presentazione di un libro per giuristi e storici. E FdV che centra? Niente, sta al banchetto in fondo a vendere i libri!! Il capo, cafonissimo, non mi presenta nemmeno l’ospite, ma alla fine, dopo aver letto una cosa che mi ero portata dietro e aver risolto un sudoku difficile, gli faccio lo stesso una domanda (ha ha. Sono un’idiota che sta al banchetto alle 8 di sera, ma la testa mi funziona lo stesso). Arrivo a casa alle 10.00, e mia madre prova subito a farmi sentire in colpa per le assenze.
Sabato: altro giro altro regalo!! Partenza per Firenze per fiera equo e solidale, dove ho visto 3 mucche, un bue enorme (detto limousine!), diversi asini, caprette, pannelli solari e formaggi di ogni genere.
Ritorno a Bologna nel tardo pomeriggio per andare alla Maratona di Imprò. Bei match, ma preso un freddo dell’orco a stare sotto il tendone dalle 4 alle 6 del mattino!
Sono tornata stanca e coi ritmi circadiani un po’ incasinati, ma stanotte ho dormito addirittura 5 ore filate! Più di così che voglio?

 


FarfallaDiVetro

marzo 22, 2006 11:59

Ore 9.01, numero mai visto al cell.
"Dottoressa FdV? Sono il professor P. dirigende dell'Uls XX. So che ci siamo già messi d'accordo per la lezione di 2 ore al master, ma ho visto quanto mi hanno pagato l'anno scorso, e sinceramente 30€ l'ora io li dò al falegname che viene a riparare la mia barca!"
"Addirittura!"
"Sì...non so lei cosa dia ai suoi falegnami, comunque questa è la tariffa vigente. Perciò penso che ritirerò la mia disponibilità"
"Certo, è comprensibile...
(Ma tu pensa! E io che devo controllare l'estratto conto per permettermi una cassettiera all'Ikea!)
(Brutta merda! Prenderai i miliardi, e stai a vedere le 100€! Pezzente!)

...Bene, ne parlo con l'amministrazione. Piacere di averla sentita. Buongiorno"
(Ma che ti vengano le emorroidi permanenti, la prostata come un pallone e il fegato da cirrotico. Merda he non sei altro!)


FarfallaDiVetro
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gennaio 31, 2006 15:06

Ieri, ore 17.30 circa.

"Si avvisa la gentile clientela che il treno Intercity proveniente da Milano e direttoa Venezia delle ore 17.47 è
SOPPRESSO
per
AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE.
Ci scusiamo per il disagio"

Mai sentito prima!


FarfallaDiVetro
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gennaio 17, 2006 16:07

Ci sono giornate che partono male, e il lunedì di norma è un ottimo candidato allo scazzo. Questa mattina, mentre assonnata delle assonnate andavo con la testa incassata nel cappuccio del piumino a prendere il treno, mi ferma un vecchia (letteralmente) compagna di treno ai tempi dell’università.
’Sta donna con me non è mai andata tanto d’accordo, perciò la sua voglia di fermarmi a chiacchierare non mi suonava bene; in più non ha mai saputo vestirsi in modo decente ma ha sempre qualcosa da dire su quello che si mettono gli altri. Esempio. Lei ha cappotto blu, scarpe rosse basse, pantaloni di lana a quadroni rossi e giallo-cacca-di-bimbo, sciarpa rosa, borsa arancio in lana cotta, e una delle prime cose che mi dice è che la mia sciarpa non sta bene con gli occhiali (sai, sono due rosa diversi…) -___-;;;
Mi ha parlato per 40 minuti del fatto che ha comprato casa nuova e che ha traslocato. La cosa particolare è che lei ha comprato in un giorno, pressoché folgorata dalla bellezza della casetta a schiera in quartiere dormitorio di paese infimo nelle carte geografiche, ma l’ha raccontato come fosse stato una saga epica, un’avventura incredibile e ricca di particolari sempre più entusiasmanti (per lei).
Non ce la facevo più. Ma quando ha cambiato discorso, tanto per dare un significato alla sua orrenda faccia (giuro, fa spavento), mi chiede dell’ex e vuole sapere perché ci siamo lasciati. Io tergiverso (oh, non son mica caspiti suoi) e dico che tutto nasce per morire etc, ma lei insiste tanto da chiedermelo 4 volte. Poi, fallita la missione, mi chiede se sto con qualcun altro che lei conosce, se ho intenzione di sposarmi questa volta and so on…
Quasi mi dispiace non averle dato nessuna soddisfazione, potevo magari inventarmi che sto studiando per diventare pastore valdese o una cosa così, tanto da darle un ciuccio da succhiare. E invece niente.
Morale della tortura: mi è venuta voglia di vedere i miei prof, un po’ coglioni ma molto, molto meno invadenti.


FarfallaDiVetro